Per gli amanti dell’opera lirica è fin troppo facile infervorarsi per un’opera colossale come l’Aida di Giuseppe Verdi.
L’Aida, tratta la storia della figlia del sovrano etiope Amonasro, asservita al faraone egizio, di cui Radames si innamora perdutamente.

Il dramma nasce dal fatto che Radames è un valoroso condottiero che parte per la guerra proprio contro gli etiopi guidati dal padre della sua amata ma è promesso sposo di Amneris, figlia del faraone egizio per cui combatte.
La trama è avvincente e uno dei classici schemi dell’opera lirica “lui, lei l’altra” è inserito in un contesto decisamente suggestivo.
Per queste caratteristiche, l’Aida è consigliabile anche a chi non è un cultore del genere lirico.
E’ un’opera d’arte meravigliosa, in cui storia, musica, ballo e immagini si fondono in un mix esplosivo quasi estasiante per lo spettatore.

L’Aida va in scena in questi giorni e fino al 3 maggio al teatro dell’Opera di Roma, affidata a eccellenti musicisti e validi interpreti. Suscita particolari emozioni l’interpretazione di Amneris da parte di Anita Rachvelishvili.
Sublime, inoltre, l’interpretazione del coro e del corpo di ballo del teatro dell’Opera che, insieme alle luci e ai costumi, fanno dimenticare una scenografia di fatto inesistente, forse perché sarebbe stata troppo costosa.

Teatro dell’opera

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