Si è svolta ieri la conferenza stampa per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la chiusura della Comunità appena ristrutturata e con il più alto numero di ingressi in Italia.
Sono intervenuti Lidia Ronghi, Padre Carlo De Angelis, Samuele Ciambriello, Don Franco Esposito, Luca Sorrentino e Mario Carnevale, Enza Amato, Valeria Ciarambino.

2 Luglio 2015, Napoli – “Siamo costernati da questa scelta che ancora oggi ci trova qui a chiedere quali siano di questa chiusura e le vere intenzioni sul futuro del nostro territorio e delle persone che ci vivono e ci lavorano”, sono le parole di Lidia Ronghi, Presidente della Cooperativa sociale Il Quadrifoglio, che ha espresso profonda amarezza e delusione alla conferenza stampa tenuta mercoledì 1 luglio contro la chiusura della Comunità pubblica di Nisida.

La Comunità è dal 2003 in co-gestione pubblico –privata e la Cooperativa sociale il Quadrifoglio, ente appaltante, si occupa della gestione operativa, dell’area educativa e dell’accompagnamento e sostegno ai minori in area penale con collocamento in comunità, nonché della vigilanza diurna e notturna.

Una Comunità che è avvertita sul territorio come necessaria: dai dati del Ministero della Giustizia è la Comunità pubblica con il più alto numero di ingressi. Ma nonostante il servizio offerto dalla Cooperativa Sociale il Quadrifoglio sia stato sempre ritenuto eccellente, dal 22 Maggio 2015 è stata decretata la sospensione del servizio da parte del Capo Dipartimento reggente della Giustizia minorile.

La decisione della chiusura è stata comunicata solo successivamente alla stessa cooperativa, ai lavoratori e agli stessi minori che la abitavano, per essere trasferiti in enti privati in provincia di Caserta. “Questi ragazzi sono stati portati via e trasferiti in altre strutture come fossero pacchi postali, allontanandoli dalle loro famiglie e dai loro affetti, compresi gli operatori che si prendevano cura di loro” continua la Presidente della Cooperativa sociale il Quadrifoglio. “Per Legge è necessario che la rieducazione venga effettuata in area assistita presente nel territorio dello stesso minore”.

“La presenza della comunità sul territorio ha sicuramente un forte valore sociale: dal punto di vista educativo il nostro lavoro non si limita al singolo minore, ma coinvolgiamo tutta la famiglia in un percorso assistito.” Ci spiega Serena Capozzi, educatrice della cooperativa. “Si tratta di famiglie per lo più disagiate ed emarginate, per cui il trasferimento del minore in provincia rappresenta un forte ostacolo al reinserimento in società.”

I motivi della chiusura non sono stati ufficialmente comunicati, una chiusura che non ha tenuto conto dei costi di ristrutturazione tenuti con fondi pubblici poco più di un anno fa: tra l’ottobre 2012 fino a dicembre 2013 si sono svolti dei lavori di ristrutturazione dell’intera palazzina, delle opere murare e degli arredi. Durante i lavori, la comunità ha continuato a svolgere a pieno ritmo il proprio servizio, trasferendosi in un’altra sede, ossia presso l’ex Sezione Femminile Minorile.

La conferenza stampa ha visto anche la partecipazione delle Istituzioni Regionali, con la presenza del la Consigliere Regionale Enza Amato: “La chiusura della Comunità vanifica un percorso già avviato da anni. Difenderemo Nisida, fiore all’occhiello dell’area Bagnoli, spesso ricordata in negativo, solo per la riqualificazione mancata”. Valeria Ciarambino, consigliere regionale, in qualità di rappresentante del Movimento 5 Stelle ha promesso di farsi portavoce del problema davanti alle Istituzioni locali.

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