di Paola De Lucia.
L’ultimo film di Sergio Rubini uscito nelle sale cinematografiche italiane dal titolo “Dobbiamo parlare” è il tentativo ben riuscito di decodificare e mettere in scena l’agghiacciante quanto veritiero punto di vista secondo cui “l’amore è per i coraggiosi e tutto il resto è coppia”.
Il film tratta, appunto, di quel “tutto il resto” che in una coppia si determina inevitabilmente dopo anni di vita insieme, quando diventa sempre più difficile abbandonarsi alle emozioni piuttosto che alle parole dette e non dette e alle verità nascoste.
E’ una tipica commedia all’italiana a tratti brillante che, con le dovute differenze, rimanda, per alcuni aspetti, al drammatico, claustrofobico e cinico “Carnage” di Roman Polanski uscito qualche anno fa, non fosse altro per la simile trasformazione di una serata inizialmente tranquilla, in un campo di battaglia tra i protagonisti che, all’alba, si ritroveranno profondamente cambiati.
Il racconto si svolge interamente all’interno di un bellissimo quanto poco funzionale attico in centro a Roma dove vive, in affitto, una coppia di intellettuali che, in passato, si sarebbero definiti “di sinistra”; unione libera e non convenzionale composta da Vanni, scrittore cinquantenne di discreta fama, e da Linda, ghostwriter, di vent’anni più giovane che una sera vengono letteralmente sequestrati in casa da una coppia di loro amici, Alfredo detto il Prof e Costanza, anagraficamente più maturi, borghesi e benestanti a tal punto da porre la situazione patrimoniale al vertice dei loro valori e interessi, alle prese con un banale tradimento del Prof alla moglie, che li porterà alla ricerca della verità attraverso una lunga notte fatta di chiarimenti e recriminazioni tra i quattro, dove si affrontano intrecciandosi, con il brillante stile che contraddistingue Rubini, i grandi temi del rapporto di coppia, dell’amicizia e, perché no, anche delle differenti ideologie politiche oramai finalmente non più in conflitto tra loro ma, anzi, spunto di autentica e profonda amicizia.
Senza voler svelare di più della trama del film, la lunga notte di scontro, di confessioni e di regolamenti di conto tra le due coppie, diventa teatro di un conflitto, oltre che generazionale, soprattutto tra il disincanto degli adulti inariditi dal tempo passato e dall’accumulo dei beni materiali e l’idealismo dei giovani che, solo, consentirà alla trentenne Linda di compiere la scelta più giusta e coraggiosa, capace di contemplare ancora la realizzazione del sogno di un amore fatto di autentiche emozioni e, magari… di poche parole!

1 commento

  1. “l’amore è per i coraggiosi e tutto il resto è coppia”. è il fulcro di ogni argomentazione. Rubini ne fa la partenza per la sua opera cinematografica che la nostra critica De Lucia commenta ampiamente quasi a stuzzicare la curiosità degli spettatori rivelando, più che la vicenda, i significati e le interpretazioni; puntualmente piacevole Paola De Lucia rappresenta ormai un valido elemento di valutazione delle pellicole nelle sale cinematografiche al quale fare riferimento. daniela

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