di Paola De Lucia.
Lo dico subito: la mia opinione sull’ultimo film di Giuseppe Tornatore “La Corrispondenza” non sarà condiviso da tutti e, sicuramente, desterà qualche critica, ma la forte emozione che ha suscitato in me non può che contemplare, nel giudizio, solo parole esagerate e non misurate, tanto è stata l’intensità emotiva che questa storia ha lasciato dentro di me.
L’idea del film è tanto antica quanto, se vogliamo, scontata, visto che si tratta di un amore tra una studentessa fuori corso di astrofisica che alterna esami universitari all’attività di modella e stuntwoman per il cinema, ed uno stimatissimo professore di astrofisica, sposato e molto più grande di lei, ma c’è, tra le pieghe di questa storia, un’abbagliante luce sentimentale che quasi ferisce; frammenti di un Amore che i due intrattengono secondo canoni del nostro tempo, dove l’incontro fisico e fugace tra Ed e Amy si intravede soltanto all’inizio, mentre, poi, domina la tecnologia nella comunicazione.
Il loro rapporto si nutre, infatti, di sms, chat, registrazioni e chiacchierate via Skype e la loro corrispondenza non conoscerà tregua neanche quando un evento improvviso determinerà l’allontanamento tra i due….
E così come le stelle riescono a rendersi visibili a noi soltanto con la loro fine, l’apparente fine della relazione tra i due, comporterà l’inizio del loro intenso, totalizzante e incondizionato Amore  che non conosce limiti, ostacoli né fine; perché l’Amore, sentimento tanto grande quanto misterioso, è qui raffigurato nei suoi tratti più intimi e sconosciuti.
Tornatore si cimenta in questa corrispondenza di amorosi sensi rappresentando un legame raro e assoluto, fatto di profonda comunione sentimentale ed empatia incondizionata tra un uomo e una donna, che continuerà anche nella distanza più incolmabile, anche quando tutto sembra finito e perduto.
Impeccabile in ogni suo aspetto, questo film è un’opera d’arte che, proprio per questo, non è detto che possa suscitare, nello spettatore, sensazioni univoche, ma certamente lo costringe ad interrogarsi profondamente sul tema e a chiedersi se un sentimento così assoluto e profondo possa mai conoscere confini e limiti di tempo e di spazio… una corrispondenza tra i due totale e infinita, fatta di attesa e di leggerezza dove persino quel “banale” TI AMO finale assume un significato speciale, intenso, assoluto, come mai avvertito prima….e si esce dal cinema ubriachi di sentimento e di amore per un Amore incommensurabile, quello tra Ed e Amy,  così raro ed eterno, nella sincera convinzione che “è un amore miserabile quello che si può misurare”! 

1 commento

  1. La nostra Paola ha detto tutto, dall’avvertimento iniziale a quel TI AMO finale struggente quanto meraviglioso. Ho visto il film, un Tornatore che colpisce per la delicatezza di espressione ,a volte quasi volutamente celata, da scoprire, con meraviglia e commozione, piano piano…..
    l’ accostamento con il mondo del’informatica avviene in modo tanto naturale da non turbare la poesia che aleggia su tutto il vissuto anzi si incrocia e confonde nelle vicende amorose donando un tocco orginale ma sempre di un certo livello.
    Bello, commovente, “si esce ubriachi d’amore” come scrive Paola, e di questi tempi …. non è poco! daniela

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