L’ultimo film di Paolo Virzì è un autentico capolavoro e consiglio a tutti di vederlo.
Vi sembrerà di entrare nella vita di Beatrice e Donatella, due donne molto diverse ma accomunate dal dramma della mancanza di visione della realtà che porta entrambe a cercare conforto e supporto l’una nell’altra.
Alla fine, tra le due donne, nasce un solido rapporto di amicizia, nonostante si siano incontrate in un posto dove normalmente non c’è spazio per i sentimenti e le emozioni, una struttura alternativa all’ospedale psichiatrico, dove, per motivi diversi, Beatrice e Donatella sono state ricoverate; ma c’è talmente tanta vita autentica al femminile tra le due, che è difficile distinguere la linea di demarcazione tra follia e realtà.
La vita delle due protagoniste è costellata di eventi tipici del mondo femminile, dove l’insuccesso, l’incontro sbagliato, un grande amore non corrisposto, l’assenza del padre e l’inadeguatezza della madre, la fanno da padrone e rendono le loro esistenze struggenti e bellissime, come solo alle donne che sbagliano accade.
Ma nonostante la difficile trama sia incredibilmente triste, nel film si creano situazioni tali da strappare anche qualche sorriso, magari intriso di lacrime…
Un plauso alle due attrici che stavolta si sono superate: Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.

1 commento

  1. A Cannes, dopo dieci minuti di applausi ed ovazione per la visione del film, Paolo Virzì ha ricordato il suo Maestro, Ettore Scola.
    Anche da lui, già ai tempi della sceneggiatura de La Famiglia, Virzì ha acquisito quella sensibilità e realismo che lo contraddistinguono, se ci aggiungi il rispetto e l’omaggio che non dimentica verso l’universo femminile… nascono film come l’ultimo, che la Redazione ben commenta sottolineando la difficoltà nel condurre la trama, rendendola a tratti meno triste, e la bravura indiscussa delle due donne…. guarda caso protagoniste!!!

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