Dal 14 al 23 aprile 2016
Roma – Accademia di Romania
Una musica da vedere tra sacro e profano – Mostra retrospettiva del Maestro Constantin Udroiu
a cura di Fausto Corsetti.

Nel 2015 il Maestro Udroiu avrebbe compiuto 85 anni, che progettava di festeggiare, come aveva fatto nel 2010 per il suo ottantesimo genetliaco, con una mostra che avrebbe dovuto essere festiva. La vita ha voluto che invece venisse commemorato con questa retrospettiva, sia pur realizzata con un lieve ritardo. Il titolo della mostra racchiude i termini del percorso seguito dal Maestro in decenni di attività appassionata e inesausta, un percorso che è insieme quello di un pittore legato alla tradizione dell’arte sacra rumena (dalle icone su legno e vetro agli affreschi monumentali) e insieme quello di un pittore contemporaneo che trova la sua cifra nel tratto pittorico e in esplosivi accordi coloristici. In virtù di questi caratteri, da un lato egli stesso dichiarava di sentirsi espressionista, dall’altro i critici hanno parlato dei suoi colori come capaci di diventare un autentico concerto e trasformarsi in vera e propria “musica da vedere”. Grazie alla sua preparazione, che gli consente di essere ancorato alla tradizione e insieme proiettato nella contemporaneità, Constantin Udroiu affianca alla pittura sacra e/o profana una straordinaria produzione di grafica. Anche in questo campo Udroiu è un maestro completo: disegnatore, incisore e stampatore, lascia una serie rilevante di xilografie e incisioni ad acquaforte e acquatinta che contribuiscono a definire la sua immagine di artista dallo spessore rinascimentale.
Sull’arte di Constantin Udroiu saggisti e critici d’arte hanno scritto annotazioni e recensioni di rilevante interesse. Una messe di giornali e riviste, in Italia e all’estero, hanno descritto nel corso degli anni la sua arte e raccontato le sue mostre, sempre cenacoli di dialogo tra culture. Sarebbe lungo darne conto.  “[…] Per il modo in cui dipinge – ha scritto Lorenzo Renzi, in una sua nota critica – Constantin Udroiu si avvicina, per sua stessa ammissione, agli Espressionisti tedeschi (Marc, Macke, Kirchner, ecc.). Da loro Udroiu riprende i colori dissonanti, puri, fortemente irrealistici. Il nero (con il blu) serve a rilevare le sagome delle figure. A differenza che negli Espressionisti tedeschi, il disegno in Udroiu resta accurato, frutto della fedeltà alla scuola: le pareti non vacillano, i campanili non si abbattono sui campi di grano. Per chi conosce poi la pittura rumena della prima metà del Novecento, è chiaro che per la pittura di Udroiu non contano solo gli Espressionisti tedeschi, ma che ci sono in lui anche gli echi di Luchian, Tonita, del grande Tuculescu. La scuola di Constantin Udroiu è stata la scuola di arte sacra fondata dal grande storico e uomo politico Nicolae Iorga, in Romania negli anni ’20, con l’idea di mantenere in vita la tradizione dell’arte ortodossa di origine bizantina, in particolare quella dell’affresco. Constantin Udroiu, quando può, fa rinascere in Italia quell’arte che aveva imparato, e che forse è rimasto l’ultimo a conoscere. A Benevento, a Matera, ad Airola, a Vitulano, a Faicchio, ecc., gli sono state affidate grandi pareti di chiese, chiese cattoliche naturalmente, da coprire di affreschi. E’ fedele ai canoni pittorici bizantini (li rispettavano ancora Giotto e Simone Martini). La sua pittura religiosa, – conclude Renzi – ancorata alla tradizione, vince spesso la scommessa di riuscire nel suo impegno artistico ed evocativo, scommessa difficilissima come si sa, perché l’arte moderna sembra sia altrettanto inevitabilmente profana quanto quella del passato era religiosa. Se Constantin Udroiu fa eccezione, lo si deve ancora una volta alla fedeltà alle sue origini. Constantin Udroiu, rumeno di Roma, ma anche e soprattutto rumeno di Romania”.
Infine, una riflessione dello stesso Maestro: “Considero il Bizantino Rumeno come il principale punto di partenza per un pittore rumeno. Sono infatti intimamente legato alla tradizione culturale del mio paese. L’arte senza un obiettivo è un postulato illusorio che non accetto. La metafora si sostituisce alla concretezza nell’ordine delle astrazioni, è lo strumento che riflette istantaneamente il concreto.”

La mostra rimarrà aperta dal 14 al 23 aprile 2016.
Ore 17:00 – 19:00
oppure su appuntamento telefonando ai seguenti numeri:

0039 063208024 – 0039 063201594 – 0039 063236772

INFO: http://www.accadromania.it/home.htm

 

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