NOVITA’ALLA SCALA DI MILANO: DIE SOLDATEN   
di  Maria Rosaria De Santis.

Dal 17 Gennaio al 3 Febbraio 2015 è in scena alla Scala “ Die Soldaten”  di Bernd Alois Zimmermann, una delle opere più significative del novecento, nuova  produzione  in coproduzione con  il Festival di Salisburgo
 
LA TRAMA  
Marie, figlia di Wesener, commerciante in articoli di moda, è fidanzata con il commerciante di stoffe Stolzius.  Il barone Desportes, un giovane ufficiale francese, corteggia la giovane borghese e riesce a conquistare la sua simpatia. Wesener  stesso insinua nel cuore della figlia la speranza di una ascesa sociale. Marie, tuttavia, è turbata dal presentimento di quel che la attende. Gli ufficiali amici di Desportes invitano Stolzius, che fornisce stoffe al reggimento, alla bottega del caffè, dove gli fanno notare in modo sfacciato e offensivo il rapporto tra Desportes e Marie. Stolzius, deluso, scrive una lettera a Marie la quale, a sua volta delusa, apre definitivamente il suo cuore alle avances di Desportes. Nel frattempo gli ufficiali si divertono a modo loro. Invano il cappellano Eisenhardt e il capitano Pirzel, zimbello dei suoi commilitoni perché l’ottusità del servizio militare lo ha reso strambo, cercano di opporsi alla depravazione, alla mancanza di scrupoli, alla sfrenata avidità di piaceri dei soldati del reggimento. Quando Desportes si stanca di Marie, la passa ai suoi amici. Stolzius, per poter avere sott’occhio Marie, entra a far parte del reggimento come attendente del maggiore Mary, un amico di Desportes. Afflitto e umiliato, si trova testimone della successione di avvenimenti che riducono Marie a “puttana di soldati“ – così la madre di Stolzius, indignata, la definisce. Quando anche il figlio della Contessa de la Roche si innamora di Marie, la contessa se la porta in casa, per proteggerla dalle insidie e allo stesso tempo per evitare gesti folli da parte del figlio. Marie, tuttavia, cerca sempre di riallacciare la relazione con Desportes. Egli si sbarazza definitivamente di lei attraendola in una dimora in realtà non sua,  per spingerla tra le braccia del suo attendente. Disonorata e affranta, Marie finisce in strada, mentre la Contessa, suo padre e i suoi famigliari la cercano invano. Stolzius, per vendicare la sua fidanzata, avvelena Desportes e poi con il veleno si suicida. Un giorno una ragazza di strada chiede l’elemosina a Wesener che, però, non riconosce sua figlia.
 

IL SIGNIFICATO DELL’OPERA 
Die Soldaten, ebbe una genesi molto tormentata. Bernd Alois Zimmermann iniziò a lavorarvi nel 1957 e la portò a termine soltanto nel 1964. L’opera andò così in scena per la prima volta  a Colonia il 15 febbraio 1965,  per essere riproposta spesso nei decenni successivi in Europa e negli Stati Uniti, a dispetto dei considerevoli  problemi di realizzazione scenica e musicale che essa comporta – per il numero degli interpreti vocali, degli attori e dei danzatori, la gigantesca orchestra, la strumentazione multimediale ed elettronica necessaria .
Il testo è un adattamento di Zimmermann del dramma omonimo (1776) di Jakob Michael Reinhold Lenz, uno tra i lavori più originali del teatro settecentesco, ma  nel libretto di  Zimmermann il dramma assume una dimensione universale:  gli interrogativi sulla colpevolezza o non colpevolezza di tutti i personaggi, tutti comunque trascinati in un apocalittico vortice di sopraffazione, morte e annichilimento, sono così riformulati in modo nuovo e aperto, in uno scenario che reca semmai sullo sfondo gli echi degli orrori del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale non meno delle latenti, contemporanee minacce di catastrofe atomica della Guerra fredda. Dal punto di vista del linguaggio,  Zimmermann unisce varie tecniche che coprono un ampio orizzonte temporale: dal jazz alla musica popolare, dalla polifonia medievale e rinascimentale alle variazioni barocche, dal Dies Irae ai corali della Passione secondo Matteo di Bach. Nella poetica di Zimmermann, l’integrazione di tecniche compositive di epoche diverse e materiali disparati corrisponde alla negazione di qualsiasi prospettiva storicistica ed è correlata a una “forma pluralistica del teatro musicale” alla quale contribuiscono una vasta e omnicomprensiva gamma di risorse strumentali e vocali  e di suoni elettronici e concreti, nonché l’amplificazione, la danza e la proiezione cinematografica. La concezione del tempo non lineare, bensì circolare e spaziale, in cui reminescenza, esperienza, aspettativa sono tutte vivide forme di esistenza soggettiva, genera la compenetrazione di passato, presente e futuro in una complessa e stratificata struttura scenica e narrativa. L’azione si articola così su molteplici piani temporali, arrivando sino alla rappresentazione simultanea di accadimenti diversi, il che avviene, in particolare, nella seconda scena del II Atto, che si può considerare il centro drammatico dell’opera (Desportes seduce Marie mentre Stolzius, disperato,  giura vendetta e la vecchia madre di Wesener, osservando il cedimento della nipote, ne presagisce la rovina), e poi nella prima scena del IV Atto (dove l’incubo della caduta e della degradazione finale di Marie è rappresentato anche grazie alla danza e a proiezioni, in una serie di quadri in cui appunto si fondono e confondono passato, presente e futuro).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui