Fino al 20 dicembre 2015
Roma – Palazzo delle Esposizioni

Progresso, esaltazione della macchina, emancipazione, i miti della modernità modificano costumi, moda, musica, stili di vita nel nascente Novecento, creando un gusto che i più aggiornati sostengono al grido entusiasta di “com’è moderno!”, tradotto più tardi nello slogan “nuovo è bello”. Una fiducia incondizionata nel futuro, di cui il cinema si fa testimone immediato e ben presto detrattore impietoso. La corsa incondizionata al progresso e alla ricchezza facile rivela al suo occhio critico l’alienazione della società industriale e l’aspettativa di un mondo futuro totalmente disumanizzato: dalla risata amara di Charlot fino alla metropoli prigione di Lang.

L’emancipazione dei costumi apre lo schermo all’inconscio, svelando il lato conturbante della sessualità e il lato nero e demoniaco della società, popolata di mostri reali, come gangster o maniaci, e immaginari, come vampiri o creature preistoriche. Sono stati scelti alcuni capolavori cinematografici prodotti nei primi quattro decenni del Novecento, incentrati su aspetti della modernità e precursori di generi che hanno attraversato un secolo di cinema, come la fantascienza o il thriller.

Ad essi sono stati affiancate opere recenti, dedicate agli stessi argomenti e riflessioni, con alcuni veri e propri rifacimenti. Un’altalena emozionante nel tempo, che solo il cinema può offrire con tanta evidenza, alla scoperta di cosa pensavamo di essere o speravamo di raggiungere e cosa siamo diventati, per restituire al cinema il ruolo di termometro, spesso premonitore, delle speranze e delle paure dell’epoca moderna.

Info Palazzo delle esposizioni

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