della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Il nichel è un metallo presente in natura nell’acqua e in molti alimenti; viene impiegato per le sue caratteristiche in molti prodotti industriali, come ad esempio cerniere, bigiotteria, detergenti, stoviglie.
L’allergia si manifesta con fastidiose dermatiti da contatto, ma esistono anche reazioni legate all’introduzione con gli alimenti. Mangiare cibi che contengono nichel, come il cacao, il pomodoro, le mandorle, gli spinaci eccetera, può scatenare reazioni a carico della pelle ma anche nell’intero organismo, come profonda spossatezza, gonfiore addominale, mal di testa, nausea e vomito.
In realtà, è stato osservato che spesso le reazioni in soggetti sensibili sono legate ad interazioni con sostanze diverse e/o alla qualità dell’alimento utilizzato: alcuni bambini allergici al nichel hanno avuto reazioni di intensità variabile mangiando uova di cioccolato di qualità diverse. Così come le mandorle semplicemente seccate possono dare reazioni meno intense delle mandorle “roasted”.
La coltivazione intensiva del cacao, rispetto a quella tradizionale, necessita di irrigazione che finisce per raddoppiare quasi il contenuto di nichel, così come il trattamento ”roasted” delle mandorle potrebbe liberare sostanze che accentuano la reazione infiammatoria verso il nichel.
Scegliere di coltivare il cacao in modo rispettoso dell’ambiente e della pianta è decisivo per il suo contenuto in nichel e la sua possibilità di utilizzazione, infatti il nichel contenuto nel cacao proveniente da terreni contaminati o sfruttati con abbondante uso di fertilizzanti ed in presenza di altri metalli come cadmio e cromo, può dare reazioni peggiori.
Quindi è spesso l’intervento dell’uomo, con le sue alchimie produttive intensive ed inquinanti, che finisce per provocare la comparsa o l’intensificazione di reazioni cliniche patologiche.

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