della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Il suo nome evoca un fiore profumato, invece la Chlamydia è un germe diffusissimo e molto pericoloso per la nostra fertilità.
Insieme alla gonorrea e alla sifilide, è causa di infezioni sessualmente trasmesse del collo dell’utero e della vagina, che provocano alterazioni dell’habitat chimico vaginale e effetto tossico sugli spermatozoi. Da qui l’infezione può risalire dando origine alla PID, malattia infiammatoria pelvica, causa di possibile occlusione tubarica.
La Chlamydia è molto diffusa, pericolosa perché asintomatica nella maggior parte dei casi, e colpisce soprattutto le giovani donne tra i 15 e i 21 anni.
Ma non risparmia gli uomini, colpisce anche le loro vie genitali provocando uretrite, epididimite e prostatite, incidendo in modo sfavorevole sulla qualità dello sperma e sulla quantità di spermatozoi. Molti maschi infertili sono positivi ai test per la Chlamydia che addirittura è stata chiamata in causa per la comparsa di anticorpi antisperma. I testicoli poi possono diventare un serbatoio di questi germi capace di reinfettare la partner più volte.
Quindi è un’infezione diffusa, subdola e temibile per i suoi gravi effetti sulla fertilità maschile e femminile, inoltre studi recenti hanno mostrato una pericolosa associazione tra questa infezione e il tumore dell’ovaio.
La diagnosi di questa patologia è abbastanza semplice perché avviene attraverso semplici esami di routine come il tampone vaginale, l’esame delle urine e l’esame colturale dello sperma. La terapia è basata sul trattamento con comuni antibiotici e dovrebbe essere esteso anche al/alla partner.

 

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