della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

In inverno, con l’influenza in arrivo, cerchiamo in tutti i modi di fare scorta di vitamina C, nel tentativo di difenderci dall’epidemia di malattie da raffreddamento. L’assunzione di questa vitamina idrosolubile deve essere necessariamente quotidiana e continuativa, in quanto il nostro corpo non riesce a farsene una scorta a cui attingere in caso di carenza; se assunta in eccesso si libera velocemente della quantità non utilizzata.
In questo periodo dell’anno, per fortuna, ci sono gli agrumi e i kiwi che ne contengono grosse quantità facilmente assimilabili, così come anche i broccoli e i cavolfiori. Questi ultimi, però, possono perdere il loro prezioso contenuto in seguito alla cottura, in quanto il calore degrada molto facilmente la vitamina C riducendola drasticamente.
Alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma hanno studiato i diversi metodi di cottura mettendo a confronto l’impatto sul contenuto alcuni nutrienti.
La bollitura ha il maggiore impatto sul contenuto di vitamina C, determinandone la maggiore perdita in assoluto.
La cottura a vapore riesce ad intaccare meno la preziosa riserva, mentre la cottura a microonde conserva efficacemente una buona quantità di vitamina C, anche se maggiormente nei prodotti surgelati rispetto a quelli freschi.

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