NUOVE STRATEGIE ANTIOBESITÀ
della Dott. Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

L’obesità rappresenta un problema globale la cui gravità e diffusione, soprattutto a livello infantile, rende sempre più necessaria l’adozione di nuove strategie scientifiche, educative e legislative per arginare questo devastante tsunami.
Negli USA, primo paese al mondo per numero di obesi, l’amministrazione Obama, attraverso il progetto di politica alimentare dell’Affordable Care Act, ha raggiunto un accordo con i più importanti gruppi alimentari per ridurre di 1500 miliardi di calorie(!!) il menù degli americani entro il 2015, attraverso l’etichettatura nutrizionale obbligatoria dei pasti serviti, che ha prodotto una riduzione di circa 140 calorie per ogni voce del menu e potrebbe aiutare gli americani che amano mangiare spesso al ristorante a nutrirsi in modo più sano con meno calorie.
Negozi e ristoranti ricorrono spesso a immagini di grandi porzioni servite in piatti e bicchieri molto capienti per attrarre i clienti ed aumentare i consumi; secondo uno studio inglese l’eliminazione delle porzioni di grandi dimensioni dalla dieta, utilizzando piatti e bicchieri più piccoli, è in grado di ridurre sensibilmente l’apporto calorico e nel tempo può diminuire di circa 290 calorie al giorno il totale delle calorie assunte.
Si può, inoltre, influenzare il senso di sazietà intervenendo sulla combinazione degli alimenti: i pasti ricchi di varietà hanno una soglia di sazietà più bassa, anche in base, probabilmente, al volume della pietanza percepito dal nostro inconscio; così siamo più sazi se il pasto è composto da più elementi che ”affollano” il nostro piatto.
Questa fase ”cefalica” consiste nell’attivazione e preparazione del sistema gastrointestinale all’arrivo del cibo che passa attraverso l’elaborazione di più stimoli: ”pensiero” del cibo che stiamo per ingerire, segnali olfattivi e segnali visivi.
Proprio sul senso di sazietà si sono sperimentati molti farmaci che possono influire sulla voglia di cibo, ma con scarsi o pericolosi risultati.
Ma è sulla prevenzione che i nostri sforzi devono essere maggiori: i dati parlano di obesità infantile a livelli elevati ed è proprio sull’alimentazione dei nostri bambini inadeguata ed eccessiva che si deve intervenire con più energia.
Gli errori sono di vario tipo: eccessivo introito calorico, dieta monotona, mancanza della colazione ed eccessivo consumo di snack a elevato tenore calorico ma poveri dal punto di vista nutrizionale, cioè il così detto ”cibo spazzatura”.
Questi errori mettono sotto accusa la famiglia, i genitori sono responsabili della scelta e dell’offerta degli alimenti e dovrebbero proporre un’alimentazione che segua la stagionalità, che si basi sulla varietà e sulla qualità nelle giuste porzioni e insegnare che cibi eccessivamente zuccherati o ricchi di grassi rappresentano solo saltuarie eccezioni.
Dopo la famiglia sono le strutture scolastiche, dove si consumano in genere merende e snack ”spazzatura”, che possono intervenire in maniera incisiva attraverso l’insegnamento di nozioni scientifiche fondamentali e la sostituzione nei distributori automatici delle merendine con frutta fresca o merende a base di frutta. 

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