della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Per chi ha superato gli “anta”, è un ricordo d’infanzia di giornate trascorse al buio, a volte anche bendati, legati alla erronea credenza che il morbillo provocasse cecità.
E’ una malattia virale che colpisce soprattutto i bambini da uno a tre anni, i sintomi sono all’inizio quelli di un banale raffreddore a cui si accompagna, man mano, una febbre sempre più alta, finché dopo 3-4 giorni compaiono piccoli punti rosso vivo sulla cute, che dal volto si propagano poi sul resto del corpo.
E’ una malattia in generale benigna ma che può dare gravi complicazioni, anche mortali (30-100 morti ogni 100.000 casi.)
Già nel 2016 si era registrato un aumento dei casi che in questo inizio del 2017 è letteralmente esploso in un +230% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è dovuto all’ingiustificato crollo dei vaccini, il morbillo è tornato perché è aumentata la popolazione non vaccinata e non essendoci una terapia specifica riesce a trasmettersi facilmente.
Purtroppo, in Italia le coperture vaccinali sono scese sotto la soglia di sicurezza per disinformazione e pregiudizi, e si può dire che i vaccini siano vittime del proprio successo. Molte malattie gravi, come il vaiolo e la poliomelite, sono state debellate da una vaccinazione diffusa e tempestiva, ma con il tempo questo è stato quasi dimenticato, si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile, sepolta in un tempo remoto da un senso di sicurezza e, anzi, quasi di rigetto verso uno degli interventi di sanità pubblica maggiormente efficaci e sicuri. Oggi la soglia di sicurezza del 95%, che garantisce un effetto benefico anche sui non vaccinati, purtroppo, non è raggiunta per malattie come morbillo, rosolia, tetano, difterite, ed epatite B.
L’OMS afferma da anni che i vaccini sono la più grande scoperta medica mai fatta dall’uomo per il loro impatto sulla sopravvivenza e il prolungamento della speranza di vita.

 

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