Alzi la mano la coppia che, dopo 20 o 30 anni di convivenza, desidera ancora spartire lo spazio del sonno col proprio partner come il primo giorno o se, almeno qualche volta, non ha desiderato dormire in uno spazio non condiviso.
Può sembrare una scelta poco romantica, eppure sono circa il 25% le coppie che decidono consensualmente di concedersi uno spazio singolo per il sonno, con enormi e sorprendenti benefici sulla quotidianità e sulla vita coniugale.
In effetti il sonno è senz’altro definibile come un bisogno primario e individuale dell’uomo, alla stregua del dissetarsi, del mangiare o del compiere gli atti che sono connessi al nostro metabolismo quotidiano.
Pertanto, attribuire alle ore di sonno col partner un ruolo “filosofico” su cui si fonda la relazione d’amore è davvero pretestuoso, se pensiamo che quelle ore, in genere poche e preziose, sono un dono della natura per riposare il corpo e la mente e per recuperare energie da dedicare alla vita.
Siamo sinceri, quante volte abbiamo interrotto il sonno dell’altro per la tosse, per la pipì notturna, che col passare degli anni diventa un appuntamento irrinunciabile, per le vibrazioni del russare, che talvolta sfiorano i livelli di decibel dei martelli pneumatici?
Sono sicura che ciascuno di noi possa contare innumerevoli episodi del genere, piuttosto che interruzioni del sonno dovute ad una urgenza amorosa, che tuttavia non è preclusa da un semplice letto singolo appaiato, o dal fatto che il partner dorma nella stanza accanto.
E ancora, non necessariamente abbiamo tutti lo stesso ritmo veglia/sonno, quasi mai la coppia ha la stessa termoregolazione, non sempre amiamo la stessa rigidità del materasso per cui, inevitabilmente, nella scelta di condividere il letto uno dei due è costretto a recedere di fronte alla volontà dell’altro.
Non si vede, dunque, il nesso tra amore di coppia e la costrizione del proprio sonno ai ritmi dell’altro, se non nel fatto che diventa un’abitudine, una delle tante routine della vita in comune, o una necessità dettata dai limiti degli spazi abitativi, decisamente ridotti nelle case moderne.
Ma socialmente, nell’immaginario collettivo, la scelta di dormire separatamente per molti ancora rappresenta la capitolazione dell’amore, la prova provata della fine della relazione, come se l’amore si costruisse e mantenesse mentre ronfiamo e non nelle ore in cui possiamo parlare, confidarci, condividere gioie e preoccupazioni, aiutarci e sostenerci a vicenda, magari anche nella gestione della casa e della famiglia!
Lanciamo un sassolino nello stagno e attendiamo curiose il vostro parere sul tema.
Favorevoli o contrari? Fateci sapere come la pensate!

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