della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Negli Stati Uniti quasi un adulto su due riferisce di aver utilizzato un integratore nell’ultimo periodo: è un mercato in forte ascesa, favorito dalla diffusione dei drugstore dove, in bellissime confezioni, poste sempre a portata di mano sugli scaffali più invitanti, ti richiamano come le Sirene di Ulisse, offrendo sostanze ritenute comunque non nocive all’organismo, come vitamine, minerali e derivati vegetali per soluzioni facili ed immediate di qualsiasi disturbo o problema: caduta dei capelli, astenia, cellulite, diminuzione dell’appetito, perdita di peso ecc.
L’uso degli integratori è in forte aumento anche nel nostro mercato, a volte con pochi controlli per essere immessi in commercio.
Ma non sempre questi supplementi dietetici sono sicuri; a volte possono contenere sostanze non approvate o anche impurità e talvolta sono stati descritti eventi avversi, cioè comparsa di effetti collaterali tali da rendere necessaria l’ospedalizzazione.
Negli Stati Uniti i prodotti maggiormente implicati sono quelli per dimagrire o ad effetto energizzante, responsabili di circa 1/4 dei casi che hanno coinvolto per lo più i giovani adulti con effetti negativi sul sistema cardiovascolare (cardiopalmo, dolore al petto). Altri episodi avversi riguardano le reazioni allergiche, soprattutto da prodotti contenenti ferro, calcio e potassio.
Infine, ci sono i possibili rischi da ingestione di prodotti da parte dei bambini, magari allettati dai colori accesi delle confezioni o da incidenti dovuti alla difficoltà di deglutizione degli anziani.
In Italia l’uso degli integratori non è ancora molto diffuso, anche per differenze culturali e legislative, e gli effetti avversi sono poco conosciuti anche perché l’uso di questi prodotti spesso non viene riferito dal paziente per pudore o perché l’uso degli integratori è associato al benessere e al ”buono”. Recentemente, ad esempio, sono stati descritti casi di agitazione psichica da ginseng, integratore molto conosciuto e utilizzato, causati da massiccia assunzione giornaliera per un periodo prolungato ad uso ”energizzante” e come attivatore sessuale. Tutti i sintomi sono regrediti alla sospensione.
Inoltre è scattato il divieto di usare l’argilla negli integratori alimentari per limitare l’esposizione all’assunzione di alluminio, costituente strutturale dell’argilla. Si rende quindi necessaria una conoscenza più approfondita delle piante officinali, un vigile controllo sulla composizione dei prodotti e una oculata ricerca sulle possibili reazioni e interazioni tra erbe e farmaci per ridurre il rischio di eventi avversi.

 

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