della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

E’ sempre più diffusa, nella popolazione, l’intolleranza al lattosio da deficit di lattasi. La mancanza di lattasi e la conseguente permanenza del lattosio nel nostro intestino provoca un aumento di sostanze irritanti, derivate dalla anomala e difficoltosa digestione del latte e dei suoi derivati.
Il risultato è un aumento di concentrazione di gas e della pressione all’interno del colon che dà origine alla classica sintomatologia: crampi, distensione dell’addome, flatulenza o diarrea.
Questo deficit può essere congenito ma più frequentemente compare negli adulti, come una perdita nel tempo della capacità di digerire questo alimento primordiale, ma può anche comparire in seguito ad infezioni gastrointestinali o all’uso di antibiotici.
In presenza di tali sintomi così direttamente collegati all’assunzione di latte, spesso è il paziente stesso che esclude i cibi incriminati, ma a volte questo non basta perché il lattosio è “nascosto” in molti alimenti: cioccolato, caffè, caramelle e dolci, salse pronte, salumi, paté, piatti pronti, carne lavorata, alimenti in scatola o surgelati.
Seguire la dieta è complicato, controllare sempre le etichette dei cibi, inoltre, escludendo latte e derivati può provocare carenza di calcio e vitamina D.
Oltre la dieta oggi si può provare la terapia sostitutiva: è disponibile in farmacia un prodotto a base di enzimi che funzionano come le lattasi a livello della mucosa intestinale, facilitando la digestione del lattosio ed eliminando i fastidiosi sintomi gastrointestinali.

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