della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

No, non è la venuta degli alieni la vera minaccia alla salute globale ma è l’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici che ne conseguono; l’OMS le mette al primo posto delle cause di morte di milioni di persone attraverso malattie come cancro, infarto ed altre malattie cardiache e polmonari. Si nominano poi le malattie non trasmissibili come il diabete e le patologie cardiovascolari ed i tumori, la cui incidenza è legata a diete malsane, uso di tabacco e di alcol, inattività fisica e all’inquinamento atmosferico. Accanto a queste ci sono poi tutte le patologie da malnutrizione che affliggono il cosiddetto terzo mondo.
Insomma, il nodo sembra proprio essere l’alimentazione, i regimi alimentari in eccesso e in difetto sono alla base della comparsa di molte patologie gravi, e le attività produttive di alimenti sono la causa di gravi forme di inquinamento.
The Planetary Health è un progetto della prestigiosa rivista THE LANCET che ha coinvolto numerosi scienziati del pianeta che hanno elaborato una dieta, denominata Benessere del Pianeta, che ogni anno potrebbe prevenire molte patologie gravi, ridurre le emissioni di gas serra e preservare le riserve di acqua, terra e la biodiversità.
È un progetto sconvolgente che dovrebbe cambiare drasticamente le abitudini di interi paesi. La dieta infatti prevede un consumo raddoppiato di noci, frutta, verdura e legumi e una diminuzione del 50% di carne e zucchero.
Nel Nord-America attualmente si mangia quasi 6,5 volte la quantità raccomandata di carne rossa mentre in Asia meridionale solo la metà di quanto suggerito da un corretto regime dietetico. Pensate soltanto al cambiamento che dovrebbe avvenire nell’Africa sub-sahariana dove si mangia circa 7,5 volte la quantità consigliata di verdure amidacee come patate e tapioca.
I ricercatori sono consapevoli della grande utopica speranza di vedere adottata questa dieta dalla globalità della popolazione. “Il cibo che mangiamo e il modo in cui lo produciamo determina la salute delle persone e del pianeta e, attualmente, lo stiamo facendo nel modo sbagliato”, spiega Tim Lang, professore alla British University of London, che ha co-diretto la ricerca. “Nutrire una popolazione di 10 miliardi di persone entro il 2050 con una dieta sana e sostenibile sarà impossibile senza trasformare le abitudini alimentari, migliorare la produzione di cibo e ridurre gli sprechi alimentari. Abbiamo bisogno di un cambiamento del sistema alimentare globale su una scala mai vista prima”.

 

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