RIVOLUZIONE FEMMINILE IN…MINIGONNA
di Maruska Romani
Una piccola eppure grande rivoluzione che ha cambiato il mondo della moda, a volte perfino scandalizzandolo, in alcuni casi riuscendo a liberarlo da regole e timori, è rappresentata dall’avvento della MINIGONNA.
Tale capo festeggia ormai più di mezzo secolo e sembra lontano anni luce il momento delle sue prime apparizioni in pubblico.
Altri tempi, diversi costumi, ma è pur vero che all’epoca della sua presentazione gli sguardi di uomini e donne si posavano lungo quella “striscia di tessuto”; fu addirittura da alcuni considerata scandalosa e per certi versi sfrontata.
Le donne più all’avanguardia che osarono indossare per prime la minigonna non hanno avuto certo vita facile. E’ stata necessaria la perseveranza di molte coraggiose donne per convincere l’opinione pubblica a digerire l’idea della minigonna.
Alla fine degli anni Quaranta Christian Dior, con il suo New Look, proponeva,  infatti, una gonna ampia, stretta in vita da corsetto o guepière, con imbottiture sulle anche per aumentare il volume dei fianchi.
Ma l’uso di minor tessuto ed il disegno piuttosto semplice che è alla base del confezionamento della gonna più corta proposta da Coco Chanel negli anni Cinquanta, assicurarono successo a questo indumento, accettato dalle donne che iniziavano a sentire l’esigenza di un abbigliamento confortevole ed adeguato alle loro caratteristiche perfino al lavoro.
La gonna si accorciò sempre di più fino a diventare “mini” negli anni Sessanta. Considerata uno dei simboli della Swinging London, è stata più volte dichiarata “defunta” sia da critici di moda che da diversi stilisti ma, benché con alcune variazioni nella sua diffusione, è rimasta in uso in molti paesi del mondo ininterrottamente e lo è ancora oggi.
La sua maternità/paternità è argomento molto dibattuto e motivo di controversia, ma generalmente la creazione della minigonna, avvenuta nel 1963, è attribuita alla stilista britannica Mary Quant che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, aveva iniziato a proporre abiti sempre più corti, molto colorati e decisamente anticonformisti.
André Courrèges che nel 1964 aveva presentato abiti corti e linee a trapezio rivendicherà il copyright della minigonna.
Questo capo, proprio per la sua lunghezza ridotta che non ostacolava il movimento delle gambe, risultava molto più pratico rispetto agli abiti femminili di moda prima della sua introduzione.
Di madre britannica o di padre francese che sia, dopo oltre cinquant’anni, la mini è ancora attualissima.
Icona della rivoluzione dei mitici anni Sessanta, immagine della sensualità della donna degli anni Ottanta, resta con forza anche nel guardaroba del terzo millennio, come se il tempo non fosse passato affatto.
«Né io, né Courrèges, abbiamo avuto l’idea della minigonna. E’ stata la strada ad inventarla!», disse la stessa Mary Quant.
Non è mancato chi ha accusato la minigonna di rappresentare un passo indietro nella lotta per la parità dei diritti delle donne, rappresentando un qualcosa che avrebbe contribuito a renderle solo un oggetto di attrazione sessuale.
Fortemente critica nei confronti della minigonna è stata la Santa Sede, divenuta così più rigida nell’applicazione delle già esistenti norme per l’ingresso nelle chiese.
Nel primo decennio del nostro secolo i pantaloni a vita bassa hanno in parte accentrato tutta l’attenzione dell’opinione pubblica, ricevendo la definizione di indumenti in assoluto più provocanti dell’epoca, rubando per un momento alla minigonna il primo posto sul “podio dello scandalo”.
Tuttavia le minigonne estremamente corte tornano ad essere una costante delle sfilate dell’inizio del XXI secolo.
Forse la minigonna reca con sé gli strascichi di quella ostilità che nella sua storia, nonostante l’enorme successo riscosso, ha incontrato.
Ma non manca di certo nella moda di strada di oggi, né nelle collezioni dei grandi stilisti attuali (la ritroviamo in alcune forme anche nella stagione P/E 2016 appena proposta a Milano!).
Negli ultimi anni, e nelle più recenti stagioni ha rappresentato una sostanziale fetta dei trends della nostra era.
Oggi, tutto sommato e per fortuna, la donna è libera di mostrare se stessa, e la minigonna ha contribuito a questa emancipazione.
Quindi massima libertà nella scelta del nostro stile donne con o senza minigonna! Il nostro carattere traspare a prescindere dal look che decidiamo di indossare!

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