della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

La prevalenza di obesità e quindi delle patologie correlate come diabete e malattie cardiache è triplicata dagli anni ’80, e l’OMS è scesa in campo attraverso la proposta di ridurre il consumo di zuccheri ad almeno il 10% delle calorie totali giornaliere. Questo quantitativo corrisponde a circa 50 grammi giornalieri, 200 calorie, limite veramente basso se si considera che una lattina di cola ne contiene 35 grammi!
Il vero problema infatti non è il quantitativo di zucchero che usiamo giornalmente nel caffè o nel cappuccino, ma quello ”nascosto” nel cibo, soprattutto fast food, pane, biscotti, nelle bevande pronte o succhi di frutta ed infatti l’intento dell’Oms è di agire sull’industria inducendo una riduzione e regolamentazione sugli zuccheri aggiunti nelle preparazioni ad uso alimentare. Glucosio, saccarosio e fruttosio aggiunti in alimenti e bevande devono essere ridotti, obbligando non solo le aziende ad esporre sulle confezioni gli ingredienti con il relativo contenuto calorico e tutte le informazioni nutrizionali utili a noi consumatori, ma a ridurre il contenuto di zuccheri usato nelle formulazioni alimentari in commercio.

 

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