della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

L’emicrania è un disturbo molto diffuso, in Italia ne soffrono circa 5 milioni di persone, in maggioranza donne. Gli studi su questa patologia hanno prodotto negli ultimi tempi farmaci sempre più efficaci e maggiori conoscenze sulle cause scatenanti della malattia.
Le ricerche spaziano in più ambiti, alcuni veramente particolari: bere dalle bottiglie e nei bicchieri di plastica e mangiare cibi cotti nei vassoi per microonde può aumentare incidenza e prevalenza delle crisi emicraniche nei soggetti predisposti. Responsabile sarebbe il bisfenolo A, un composto chimico usato per la produzione della plastica, già conosciuto come corresponsabile di obesità, infertilità, e cardiopatie.
Per quanto riguarda la terapia si sta completando uno studio importante che si basa sull’uso di un vaccino a somministrazione mensile che sta ottenendo risultati molto positivi. Inoltre, sembra essere stata identificata una nuova forma di emicrania femminile cosiddetta “da fine ciclo”, probabilmente legata all’instaurarsi di una lieve anemia post-mestruale che sembra giovarsi della somministrazione di preparati a base di ferro.
L’ultima novità è legata alla tecnologia che arriva in soccorso contro questo disturbo, grazie ad un dispositivo controllato da uno smartphone. Dai primi risultati di questa ricerca potrebbe non essere più necessario assumere farmaci per debellare la crisi dolorosa, ma una stimolazione della pelle esercitata attraverso un braccialetto collegato ad uno smartphone potrebbe essere efficace nel ridurre il dolore degli attacchi di emicrania, soprattutto se applicato appena insorge un attacco.
La stimolazione non è dolorosa e potrebbe attivare dei centri cerebrali che inibiscono il dolore con un effetto analgesico. Il braccialetto viene posizionato sul braccio e all’insorgere dell’attacco emicranico attraverso lo smartphone si regola l’attività del dispositivo.

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