della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia. 

E’ tornata l’estate ed anche lo sciame di insetti e le fastidiose e a volte pericolose  punture; quest’anno parte la campagna ”PUNTO SUL VIVO” di informazione  e sensibilizzazione sulle allergie alla puntura da insetti, promossa da molti Centri di Allergologia: conoscere meglio queste allergie significa evitare di preoccuparsi per le più lievi e ricevere le giuste indicazioni per attuare la migliore prevenzione e terapia contro gli effetti più gravi.

Si calcola che il 5% degli italiani  sia realmente allergico agli  imenotteri; le reazioni alla puntura possono essere di vario tipo, impariamo a riconoscerle.

– La reazione locale è la più comune e la più innocua, non è un’allergia: essa è rappresentata da un piccolo pomfo rosso rilevato, dal diametro inferiore di 10 cm; è una reazione considerata normale e non necessita di alcuna terapia.

– La reazione  locale estesa, cioè l’area del gonfiore è superiore ai 10 cm.; non è un reazione grave, ma se è estesa ad un intero  segmento corporeo, come ad esempio un braccio, oltre alla terapia locale (ghiaccio, crema al cortisone ed eventualmente antistaminici) è necessario il trattamento con cortisone per via orale.

– La reazione generalizzata: è la reazione più  grave, può interessare nell’80% dei casi la cute (orticaria), l’apparato gastroenterico (nausea, dolori addominali), l’apparato cardiovascolare (ipotensione,  tachicardia), l’apparato  respiratorio (occlusione nasale, edema della glottide, asma) fino allo stato di  shock per le reazioni gravissime.

Queste sono le reazioni più temibili, prevenirle è molto difficile; lo scopo di questa campagna è proprio quello di far conoscere  le possibili armi di prevenzione delle reazioni più gravi. In tutti i casi sospetti si possono eseguire i test allergici per valutare i livelli di  immunoglobuline specifiche  e valutare la possibilità di eseguire l’immunoterapia mediante vaccino.

Inoltre, per i casi più gravi, nei Centri di Allergologia coinvolti, verrà valutata anche la possibilità di far effettuare una terapia auto-iniettante salvavita da parte del paziente allergico se punto dall’insetto. 

 

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