di Maruska Romani

Da un terreno della provincia di Enna, in Sicilia, dove sono state piantate e coltivate specie di ulivo provenienti da aree olivicole di tutto il mondo, ha avuto origine l’Olio della Pace.
L’olio è un prodotto di eccellenza, già di per sé, rappresentando, soprattutto per le popolazioni del Mediterraneo, una vera ricchezza. Per molte culture è stato, ed è tuttora, dotato di valenza anche mistica e sacra.
Se ad esso si attribuisce un ruolo simbolico di integrazione fra i popoli, acquisisce ulteriormente valore.
Questo particolarissimo olio è stato presentato in anteprima mondiale all’Expo 2015, dove è stata svolta anche la molitura, di fronte a personalità rilevanti dei settori agricolo, gastronomico e non solo.
La presentazione è stata affidata al patron di Eataly Oscar Farinetti, il quale ha individuato in tale particolare iniziativa un significato notevole, poiché racchiude emblematicamente la filosofia del confronto pacifico e collaborativo tra popoli, coerente con gli ideali e i valori su cui si basa Expo.
Il progetto è stato sposato dall’Azienda agricola siciliana di Manfredi Barbera, in partnership con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia ed enti del settore.
Quattrocento differenti tipologie di ulivo hanno prodotto un olio unico nel pianeta. Ha in sé il senso di un patrimonio di biodiversità.
Le bottiglie di Olio della Pace sono state donate durante la presentazione ai rappresentanti di tutti i Paesi partecipanti alla manifestazione.
Altre saranno inviate ai leader politici e religiosi del mondo, in segno di unione, di comprensione fra culture lontane e di condivisione.

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