della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Conosciamo ormai da molto tempo i disturbi alimentari riconosciuti come malattie vere e proprie, l’anoressia e la bulimia, verso le quali sono state fatte tante campagne di sensibilizzazione per il riconoscimento precoce e specifiche linee guida terapeutiche e strutture assistenziali per il loro trattamento.

A questi, si stanno affiancando alcuni nuovi comportamenti ancora poco codificati ma con una diffusione che pone problematiche tipiche dei disturbi alimentari più gravi.

L’ortoressia (dal latino: corretto appetito) è una forma di attenzione ossessiva per i cibi sani. Al contrario dell’anoressia e della bulimia, in cui l’attenzione è rivolta verso la quantità del cibo, in questo caso abbiamo una particolare e ossessiva ricerca della qualità. Tutti gli alimenti assunti devono essere sani, puri e ”giusti”. Gli ortoressici, per paura di malattie e contagi, si sottopongono a diete talmente rigorose che preferiscono non mangiare se ritengono contaminato o comunque nocivo il cibo a loro disposizione. Paradossalmente, per questo motivo rischiano di sviluppare carenze nutrizionali, anche gravi, dovute a deficit vitaminici e sali minerali.

La bigoressia (dall’inglese big-grande) è un disturbo che si osserva soprattutto negli uomini ed è una vera e propria ossessione per il raggiungimento di una forma fisica intesa come possedere una massa muscolare ipertrofica e sviluppata. Sono uomini visibilmente muscolosi che si preoccupano di essere deboli e magri, per cui si sottopongono ad allenamenti continui e sfibranti in palestra ed a regimi alimentari ferrei ma squilibrati. Considerano i carboidrati nocivi per cui quasi li eliminano dalla dieta, aumentando esageratamente l’assunzione di proteine giornaliere e spesso fanno un uso-abuso di integratori e a volte arrivano persino all’impiego degli steroidi anabolizzanti.

In entrambi questi casi l’ansia e l’insoddisfazione pongono problemi sociali e relazionali: l’impossibilità di frequentare amici per mancanza di tempo (alta frequenza della palestra) o difficoltà a condividere pasti o una semplice pizza, oltre naturalmente a provocare evidenti danni fisici che derivano da comportamenti alimentari scorretti.

Il riconoscimento di queste nevrosi del mangiare sano e giusto è ancora molto tardiva perché nascono da comportamenti promossi dalla società per mantenersi in forma e prevenire gravi patologie. Ma i buoni propositi in soggetti predisposti possono sfociare, talvolta, in veri e propri disturbi alimentari.

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