della Dr.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.   

Too much medicine: dalla constatazione di una società sempre più medicalizzata con costi sociali sempre più insostenibili, alla riflessione  sull’effettiva utilità di questa ipermedicalizzazione, nasce Slow Medicine per riportare l’attenzione dalla malattia al  paziente.
La medicina è  sempre più incentrata sulla malattia, la specializzazione sempre più esasperata porta a considerare gli organi quasi isolati dimenticando l’insieme, cioè il paziente.
Tutto questo ha prodotto un aumento vertiginoso dei costi in nome della salute, ma alcune ricerche hanno comprovato che  ben il 51 % di oltre 3000 trattamenti di uso corrente non è di dimostrata efficacia e che ben 800 prestazioni sanitarie dovrebbero  essere sospese. Inoltre, l’80% dei nuovi farmaci  introdotti  sul mercato sono copie di farmaci già in commercio. I check-up tanto in voga  non riducono la mortalità, non prevengono le malattie, non evitano ricoveri e generano ansia.
Slow Medicine propone un ritorno al paziente attraverso l’uso di una medicina sobria, rispettosa, giusta:
Sobria: fare di più non significa fare meglio.
Rispettosa: i valori, le aspettative e i desideri dei pazienti sono inviolabili.
Giusta: cure appropriate e di buona qualità per tutti.
 
Ecco ad esempio una lista di pratiche a rischio di inappropriatezza clinica che riguardano la dietetica e che producono sprechi senza alcun vantaggio clinico per il paziente.
– Non utilizzare i cosiddetti ”test di intolleranza alimentare”  come strumento per la terapia dietetica dell’obesità né per diagnosticare sospette intolleranze alimentari.
-Evitare di  trattare  obesità e altri disturbi alimentari con diete prestampate, sono patologie complesse che vanno trattate con competenze su più fronti.
-Non incoraggiare un uso estensivo ed indiscriminato di integratori alimentari come preventivi di neoplasie e malattie cardiovascolari.
 
L’OMS ha dichiarato che solo il 10% delle cause di mortalità sono prevedibili, il restante 90% dipende da fattori genetici, stili di vita, fattori ambientali, sociali, culturali……e dal caso.
Let the patient revolution begin!

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