della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

La frutta secca ha secoli di storia nell’alimentazione umana, usata come riserva di cibo ed energia nei lunghi mesi invernali, ha riempito le nostre tavole accompagnando le allegre riunioni delle feste natalizie, sotto forma di pani e/o torroni, diventandone per molto tempo l’unico simbolo gastronomico con dolci rituali con il miele, la frutta candita e il mosto della vendemmia, a cui si è aggiunto con il tempo il cioccolato.
Oggi in tempo di opulenza culinaria, la frutta secca rappresenta spesso l’eccesso che sacrifichiamo con più facilità a vantaggio di dolci più accattivanti, spesso più calorici, più ricchi di zucchero e grassi.
Ma includere in una dieta sana mandorle, cioccolato fondente e cacao aiuta a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari; questi sono i risultati di uno studio pubblicato recentemente negli USA. I ricercatori hanno valutato la differenza di effetti sui livelli di colesterolo ”cattivo” nel sangue tra gruppi di persone che seguivano la stessa dieta, che differiva solo per alcuni alimenti. Un gruppo seguiva la dieta americana con le famose ciambelle, ricche di zuccheri e grassi, altri gruppi sostituivano le ciambelle con mandorle, cioccolato fondente e cacao, ottenendo una riduzione dei valori di colesterolo LDL.
Questo non è un via libera a mangiare grandi quantità di cioccolato e mandorle, soprattutto durante le feste, ma ci deve indurre alcune riflessioni sulla qualità del cibo che mangiamo e soprattutto su quanto di quello che mettiamo sulle nostre tavole deriva da una scelta di tradizione e quanto dalle pressioni mediatiche.

 

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