della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Sembrano molto promettenti i primi dati arrivati al Congresso “Digestive Disease Week” (Goel G. et al) riguardo un vaccino terapeutico capace di proteggere dall’esposizione al glutine i pazienti affetti da celiachia, una malattia su base genetica, caratterizzata da una reazione autoimmunitaria scatenata dall’ingestione di alimenti contenenti glutine che nell’intestino tenue danno origine a delle lesioni della mucosa intestinale che provocano malassorbimento dei nutrienti essenziali.
In Italia soffrono di celiachia circa 600.000 persone, due su tre sono donne, ma secondo i dati del Ministero della Salute i malati riconosciuti sono solo una piccola percentuale di quelli stimati; questo è dovuto al fatto che l’esordio della malattia non sempre avviene nella prima infanzia, a volte i sintomi sono subdoli e poco specifici o la malattia esordisce dopo l’intervento di fattori scatenanti ambientali come infezioni, stress o gravidanza.
In questo studio per otto settimane un gruppo di celiaci è stato trattato con il vaccino terapeutico e, messo di nuovo a contatto con il glutine, per tre giorni non ha prodotto la nota e patologica risposta auto-anticorporale per cui ha potuto mangiare glutine per i tre giorni prescritti.
Questa è la prima volta che una terapia immunitaria ha potuto dimostrare di diminuire efficacemente una reazione così aggressiva in soggetti affetti da celiachia.

 

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