della Dr.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia. 

Si torna a discutere del cosiddetto “Viagra Rosa” dopo che la FDA americana (Food and Drug Administration, Agenzia per gli alimenti e i medicinali, che valuta l’efficacia e regola la commercializzazione dei nuovi farmaci in base a rigidi criteri scientifici) ha per la prima  volta dato un responso positivo alla presentazione del Flibanserin, ma le polemiche continuano.
Dopo il Viagra, noto farmaco per l’impotenza maschile con effetto  meccanico-idraulico, da molte parti si è invocata una specie di parità ”farmaceutica ”, dunque  la ricerca ha iniziato a occuparsi  anche dei problemi della sessualità femminile con un farmaco capace di risvegliare il desiderio e permettere un soddisfacente piacere sessuale in rosa.
Il composto in questione è un antidepressivo che svolge un’azione a livello cerebrale modulando i livelli di alcune sostanze dette neurotrasmettitori (serotonina e dopamina), i quali a loro volta possono stimolare la  psiche femminile risvegliando il desiderio sessuale. Tuttavia, tali sostanze possono indurre anche sonnolenza, cefalea, nausea e calo pressorio. Proprio per questi effetti collaterali la FDA, dopo due richieste a cui aveva dato esito negativo, adesso, ipotizzando una possibile utilità di questa sostanza, ha dato il suo assenso  ad un approfondimento dello studio chiedendo però maggiori dati riguardanti la sicurezza.
Per tali ragioni per l’immissione sul  mercato passerà ancora molto tempo.
L’assenso della FDA non è stato unanime e molti  hanno criticato  il fatto che sia arrivato al terzo tentativo della ditta produttrice, dopo una martellante campagna  pubblicitaria in nome dell’eguaglianza sessuale femminile. A destare, poi, i  maggiori timori sono gli effetti collaterali comparsi  nelle donne che lo hanno provato, mentre i benefici sarebbero modesti.
Sul tema esistono quindi due versanti contrapposti: da un lato l’azienda  appoggiata da una parte dell’opinione pubblica che rivendica un farmaco che si interessi del  desiderio delle donne, dall’altro gruppi di donne e medici che temono una campagna che sfrutta le tematiche femminili a  scopi economici, capace di forzare una risposta positiva da parte della FDA ad acconsentire a farmaci inutili o addirittura dannosi, sollevando anche dubbi sull’effettiva necessità di un farmaco per la mancanza di libido.
In realtà, il desiderio femminile è il risultato di complessi e delicati meccanismi: la nostra psiche è ultrasensibile, i 5 sensi lavorano insieme e possono intervenire simultaneamente  amplificando e limitando le nostre reazioni, la nostra educazione ci marchia a fuoco, i sentimenti ci invadono e travolgono, ma sappiamo aggrapparci con forza alla realtà, tutto questo va al di la dell’effetto di una semplice pillola.
Ma queste considerazioni psico-sociologiche non interessano la cultura americana più pratica e consumistica.
E voi  che ne  pensate?

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