Grazie all’opera di due sponsor, Intesa San Paolo e La Rinascente, è arrivata a Palazzo Marino, in sala Alessi, la Madonna Esterhazy dipinta nel 1508 da Raffaello, prestito concesso dallo Szèpmuvèszeti Museum di Budapest dove il quadro, nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1983, fu trafugato da malviventi e ritrovato dai Carabinieri italiani in un convento abbandonato della Grecia. Il dipinto, minuto nelle dimensioni (29 centimetri per 22) rappresenta la Madonna che a fatica trattiene un irrequieto Gesù teso verso San Giovannino. La Madonnina di Raffaello nella solenne sala conciliare allestita a museo non è sola, ma affiancata a due opere analoghe per soggetto e per epoca: la Vergine del Borghetto, considerata la migliore versione della Vergine delle Rocce di Leonardo, attribuita all’allievo Francesco Melzi e concessa dall’Istituto delle Suore Orsoline del San Carlo, e la Madonna della Rosa dipinta da Giovanni Antonio Boltraffio, prestito del Museo Poldi Pezzoli.
Aspettando Expo e la grande mostra su Leonardo a Palazzo Reale, a Milano capitale d’arte e cultura, un Natale nel segno del Rinascimento con Le dame del Pollaiolo al Poldi Pezzoli, il Bramante a Breza e Raffaello a Palazzo Marino.
Lo sponsor La Rinascente si fa carico anche della comunicazione, in pompa magna in tutta la via Santa Redegonda tutte le vetrine del grande magazzino sono decorate con le gigantografie del quadro, e così resteranno per un mese.
La Madonna Esterhàzy sarà a Palazzo Marino dal 3 dicembre all’11 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 20 (giovedì fino alle 22.30)- Ingresso gratuito.

AL TEATRO SCALA: la lezione di Fidelio “amore coniugale”
Fidelio torna alla Scala dopo quindici anni. Beethoven scriveva “è la più cara delle mie creature”: la lotta contro la tirannia e per l’affermazione della libertà e della giustizia. Il primo titolo era Leonore o il trionfo dell’amor coniugale.
Leonore per cercare il marito scomparso si traveste da uomo e diventa Fidelio, riesce ad entrare nel carcere oscuro e a liberare il marito che deve essere ucciso. Lei, donna travestita da uomo, lo libera dalle catene. I cammini della musica sono stati lunghi e meravigliosi, ma il terrore e la tirrania sono ancora oggi. L’amore coniugale ha avuto strade tortuose e una grande crisi nella quotidianità. Forse ancora risplende nei momenti drammatici, quando il susseguirsi dei giorni “normali” si interrompe per il bisogno d’aiuto e l’imperativo di darlo, quell’ aiuto.
Leonore diventa Fidelio per fermare la macchina perversa che sta per travolgere il marito. Fidelio si svolge in una prigione e proprio la direttrice del carcere di San Vittore, gloria Manzelli, con Li a Sotis, per l’Associazione Quartieri Tranquilli, ha invitato donne ed uomini della cultura , della magistratura, dell’avvocatura, delle istituzioni, ad assistere alla diretta del Fidelio nel carcere. In questo modo si creerà un osmosi tra la prima alla Scala e la prima a San Vittore e poiché, nei tempi di Expo, anche il cibo va ricordato come energia per la vita, il risotto a San Vittore sarà preparato dalle detenute.

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