Dalla Terra dove Angeli e Demoni vivono in armonia.
Wolfgang Muller

di Graziella Bellardini.

Eccoci atterrati su questa terra estrema e selvaggia. Ci appare subito aspra con qualche rara zolla erbosa ma addolcita da un sole forte e generoso che ravviva i colori e sollecita l’insperato azzurro del cielo ad esaltare il colore naturale e forte della terra: grigio, nero, tabacco e tortora variamente dispiegati sotto i nostri piedi.
Il nostro viaggio inizia dall’aeroporto di Keflavik e ci dirigiamo verso il sud attraversando la capitale Reykjavik , che sarà la nostra ultima tappa.
Anche se l’aeroporto, con la sua “civiltà” è a pochi passi da noi, veniamo subito catapultati in un paesaggio estraniante: ai lati della strada il terreno scuro coperto da licheni grigio-verdi è deformato e appare come disseminato di grosse cupole con profonde crepe all’apice che fanno pensare ad un’antica ebollizione vulcanica e se per un istante con la fantasia immaginiamo il movimento vermicolare della terra bollente che stiamo attraversando sulla strada rialzata di più di 1 metro, un piccolo brivido ci attraversa.
Penso che l’espressione che uso spesso mantenere i piedi saldi a terra” qui perda il suo significato con tutte le conseguenze del caso.
Attraversata la capitale, il paesaggio cambia e diventa chiaramente vulcanico, il terreno è disseminato di rocce nere con rari licheni, un cartello ci sollecita a non abbandonare la strada principale, la famosa statale n. 1, ed a non superare i 90 all’ora. Come monito ai lati della strada appare una piramide con due auto distrutte da un incidente ed il cartello con un numero: 8 sono i morti per incidente stradale del 2016. Duro e convincente.
Dopo Selfoss, grazioso centro abitato con case basse che circondano un fiume irrequieto e gonfio, ci avviciniamo a quella che sarà la nostra prima tappa: Hella. Ci accolgono piccoli e graziosi bungalow di legno neri e rossi disseminati lungo un fiume rigoglioso di acqua trasparente e fresca, un boschetto di argentee e graziose betulle e il sole all’orizzonte ci abbagliano di bellezza e poesia e ci ripagano del prezzo esorbitante di una cena semplice e spartana con l’immancabile agnello e patate…

Segue…

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