In un recente viaggio nella Sicilia nord-occidentale, ho avuto, tra l’altro, l’immenso piacere di visitare il Museo del Satiro, in Piazza Plebiscito a Mazara del Vallo, città tra le più importanti della Sicilia saracena, dove l’influenza nordafricana si percepisce in modo spiccato soprattutto (ma non solo) nei vicoli angusti e sufficientemente “paurosi” della Casbah, vero e proprio dedalo di vicoli e viuzze che si snodano nella zona vecchia della città, oggi abitata per lo più da immigrati nordafricani parlanti uno “sfacciato” dialetto siciliano misto all’arabo.

Il Satiro Danzante fu ripescato nel 1997 da alcuni pescatori del luogo a circa 40 km dalle coste tunisine. Da non perdere, una volta entrati al Museo, il video che documenta tutta la storia del ritrovamento del pregiatissimo reperto archeologico che è talmente suggestivo da rendere impossibile, dopo circa 20/25 minuti di proiezione di filmati dell’epoca del ritrovamento, trattenere la commozione anche per coloro che non hanno una certa sensibilità artistica…
Tralascio ogni commento sulla bellezza struggente dell’opera che, con assoluta precisione, rappresenta la forza del movimento nel momento più alto e inebriante della danza del Satiro con i suoi capelli al vento e il collo in totale abbandono alla musica, perché le parole non coglierebbero in pieno la perfezione e la bellezza della scultura… voglio, invece, segnalarvi che proprio all’ingresso del Museo, che occupa una parte della Chiesa sconsacrata di Sant’Egidio, sono stata “rapita” dagli innumerevoli reperti archeologici, anfore e quant’altro pescate nel profondo mare di Mazara, evidentemente ricco di tesori del passato… non a caso, sulla parete d’ingresso del Museo una bellissima frase dello storico Fernard Braudel recita:
“Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Jugoslavia. Significa sprofondare nell’abisso dei secoli, fino alle costruzioni megalitiche di Malta o alle piramidi d’Egitto”.

Ecco perché l’invito che faccio a tutte voi è di trovare sempre l’occasione di fare una vacanza in Sicilia, non importa dove e non importa quando… la Sicilia, come il Mediterraneo che l’abbraccia, è un concentrato di culture e un arcipelago di popoli, sospesa nelle acque di un Mare che è fonte inesauribile di una civiltà tra le più importanti per il genere umano, sia da una sponda che dall’altra, punto d’incontro tra Nord e Sud e testimonianza di permanenza tra l’Oriente e l’Occidente…

Sicilia in tutte le sue manifestazioni… sapori, profumi, storia, città d’arte, natura, vulcani e mare e ancora isole dell’Isola, come le Eolie, le Egadi e le Pelagie, con la struggente, infinita bellezza di Lampedusa, Porta d’Europa e sogno agognato di migliaia e migliaia di ragazzi, ragazze e bambini che, dopo indicibili difficoltà, sbarcano per provare a vivere una nuova vita degna di questo nome…

Ecco… dalla Sicilia non si ritorna mai come si era arrivati, perché è un luogo che ti costringe a fare i conti con il tuo passato e ti cambia inevitabilmente… anche con i fastidiosi kg in più dovuti alla ricchezza e alla bontà della cucina siciliana!!!

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