di Paola De Lucia.   

Visitare Mosca e San Pietroburgo è un consiglio che mi sento di dare a chiunque abbia desiderio di vivere un’esperienza ricca di emozioni forti e di cultura immensa che, nonostante la cd globalizzazione e i diversi legami che la Storia ha intrecciato tra l’Italia e la Russia in generale, resta una realtà assai lontana dalle nostre abitudini e dalle nostre tradizioni.
Siamo partite in quattro donne (ovviamente, altrimenti come potremmo incontrarci su legirasole?) e abbiamo optato per un viaggio semi organizzato a Roma.
Per gli adempimenti da compiere, qualsiasi guida è in grado di darvi le indicazioni migliori per realizzare il vostro viaggio. Occorre il visto turistico per cui è stato necessario rivolgerci in agenzia e nella richiesta abbiamo dovuto rilasciare una sorta di dichiarazione sulla nostra vita professionale e personale e sul perché avevamo intenzione di fare un viaggio a Mosca e San Pietroburgo, ma a parte questi adempimenti burocratici (per i quali occorre muoversi con largo anticipo sulla data di partenza) abbiamo deciso di prenderci una guida dal mattino e fino all’ora di pranzo per poi avere i pomeriggi e le sere libere di andare dove preferivamo noi.

MOSCA
Le maggiori difficoltà di Mosca sono rappresentate dalle indicazioni in cirillico e dalla rarità di persone che parla l’inglese, ma vuoi perché siamo state brave noi a farci capire, vuoi perché legirasole sono piene di buona volontà, non abbiamo avuto grandi disagi a muoverci e a girare Mosca anche in piena libertà.
Concedetemi una banalità se premetto che Mosca, piccolo centro medievale risalente al 1147 popolato da artigiani e mercanti, crocevia di importanti vie commerciali, appare oggi al visitatore come una metropoli sterminata dalle imponenti dimensioni, intrisa di un ingombrante e sontuoso passato che con la Perestrojka ha simbolicamente aperto le proprie porte al capitalismo occidentale più “discutibile”.
Ho visto un popolo ricco di storia, di cultura, di idealità infrante, di sofferenza e di dignità che oggi si misura con una corsa all’arricchimento sfrenato e che, speriamo, possa accompagnarsi presto alla realizzazione di un Paese più moderno e democratico.
Fatte queste brevi considerazioni dovute, credetemi, ad un forte richiamo sentimentale che quella terra ha segnato sulla mia anima, vorrei indicare brevemente cosa abbiamo visto a Mosca. Appare doveroso sottolineare la maestosità di luoghi indimenticabili come la Piazza Rossa e il Cremlino, centri del potere temporale e spirituale che costituiscono le icone inconfondibili della capitale russa, legate l’una all’altro da un muro di cinta del Cremlino sul quale si poggia la immensa Piazza con la meravigliosa Cattedrale di San Basilio con le sue nove cupole variopinte all’interno della quale ci si perde in un dedalo esplosivo di forme e di colori. Costruita per volontà di Ivan il Terribile per celebrare la sua vittoria sull’Orda d’Oro a Kazan (1559), secondo la leggenda lo zar fece accecare i due architetti affinchè non potessero mai più edificare altrove un’altra opera così bella e preziosa come San Basilio. Sempre sulla Piazza Rossa troviamo il Mausoleo di Lenin con accanto le tombe e i busti dei personaggi sovietici (e non) che hanno fatto la storia della Russia del Novecento e, sul lato opposto, i celeberrimi Grandi Magazzini Gum (fine 800), di proprietà dello zar che affittava i negozi ai mercanti per vendere le loro merci e che nel 1953, a seguito di una radicale ristrutturazione, sono stati aperti al pubblico come espressione del benessere sovietico del tempo. Oggi, persino a noi occidentali abituati all’opulenza più sfrenata, appaiono come il tempio sfavillante del consumismo e della ricchezza più esagerata, direi quasi fastidiosa, dove poter acquistare articoli delle griffe internazionali più prestigiose e degli stilisti moscoviti più in voga.
Sul Cremlino ci vorrebbero fiumi di inchiostro per descrivere le ricchezze e le bellezze artistiche che racchiude in sé: .una fortezza nel cuore della città di Mosca, roccaforte del potere ancora oggi, situato su uno sperone di roccia rialzato sulla Moscova….. “Qui, nel centro del potere russo, tutti i colori di Mosca si concentrano come in un prisma”….il rosso, il verde, il bianco e le numerose cupole dorate delle cattedrali che circondano la meravigliosa Piazza delle Cattedrali frequentata all’epoca soltanto dalla famiglia degli zar, il Palazzo dell’Armeria sede del Fondo dei Diamanti di proprietà dello Stato dove poter ammirare un tesoro inestimabile di brillanti e gemme preziosissime, il Palazzo Presidenziale, l’Arsenale, il Vecchio Senato e il famoso Campanile di Ivan il Grande, lo zar dei cannoni e la zarina delle campane, il tutto racchiuso nelle Mura del Cremlino che di per sè solo vale il viaggio a Mosca.
All’esterno delle Mura del Cremlino, la fiamma sempre accesa e un tripudio di fiori e aiuole perfettamente coltivate per omaggiare la memoria di personaggi importanti del passato e dei caduti delle guerre del secolo scorso.
Visitare Mosca significa anche andare a vedere la Metropolitana con alcune fermate spettacolari patrimonio dell’Unesco, capolavoro architettonico degli anni ’30; i grattacieli staliniani cosiddetti “le 7 sorelle” ancora oggi sede di Ministeri, Università e condomini; il Monastero di Novodevicij con il vicino Cimitero dove è possibile visitare le tombe dei grandi della letteratura russa e non solo; il quartiere Arbat pieno di negozietti e di stradine caratteristiche; le dimore famose quali, appunto, Cechov e Tolstoj; Musei da non perdere assolutamente come il Puskin e la Galleria Tretjakov che insieme all’Ermitage di San Pietroburgo ospita la più grande e importante collezione d’arte russa dall’XI secolo fino ai giorni nostri e, per ultimo, i grandi Teatri come il Bolshoi (ma non solo) dove poter assistere, se si ha tempo, ad uno spettacolo indimenticabile.

SAN PIETROBURGO
A San Pietroburgo siamo arrivate con un treno dell’alta velocità che da Mosca ha impiegato 4 ore e 30 minuti per farci approdare sulle coste del Golfo di Finlandia e, precisamente, sul delta dell’immenso fiume Neva sul quale nel 1703 lo zar Pietro il Grande volle spostare la capitale e trasferire tutta l’alta aristocrazia russa per un senso di vicinanza più prossima al cuore dell’Europa. In questa città si respira decisamente un’aria più europea; le indicazioni sono scritte anche nel nostro alfabeto e la popolazione è senza dubbio più “allenata” a ricevere turisti e quindi a destreggiarsi anche con le lingue straniere, una su tutte, l’inglese! Evviva!! Ma anche qui abbiamo avuto il piacere di farci accompagnare la mattina da una guida locale, la dolcissima Valentina che ricordiamo con grande affetto e simpatia per la sua disponibilità e cultura infinita, e il pomeriggio e la sera eravamo libere di muoverci come meglio ci piaceva.
San Pietroburgo ti lascia senza fiato per la sua imponente spettacolarità e non sto esagerando, è di una bellezza sconvolgente e impressionante, quasi tutta costruita da artigiani, costruttori e architetti italiani ma con gusto e scelte senz’altro in armonia con le pretese direi assurde dell’intera famiglia degli zar ma, soprattutto, delle zarine che negli anni si sono succedute al trono.
Il Palazzo d’Inverno costruito dal Rastrelli tra il 1754 e il 1762 per volere di Elisabetta Petrovna, oggi sede del Museo Ermitage, è così imponente ed ostenta al suo interno così tanta opulenza da lasciare senza respiro anche l’italiano più avvezzo all’arte e alle ricchezze dei nostri regnanti, Vaticano incluso. Bisogna andare a visitare San Pietroburgo per la magnificenza dei luoghi e per le sue bellezze indescrivibili, ma anche per capire il perché, in un giorno di ottobre dell’anno 1917, il popolo russo ha trovato coraggio e forza per ribellarsi a tanto sfarzo e a così tanta ostentazione di ricchezza.
La lista delle cose da vedere sarebbe lunga ed è, comunque, di facile consultazione su qualsiasi buona giuda che potrete trovare tranquillamente in libreria, ma non fermatevi solo sui luoghi più conosciuti: andate anche oltre e non ve ne pentirete.
Non mancherà l’occasione di farvi una passeggiata sull’incantevole Nevskij Prospekt e magari vi torneranno in mente le splendide parole di Battiato che vi ritroverete a canticchiare tra voi per cercare di immaginare in quale angolo della Prospettiva abbia potuto incontrare Igor Stravinskij, con un vento a 30 gradi sotto zero…..

 

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