di Enrica Balletta.

Non si può minimamente pensare di passare per la Campania senza fare un’immersione nella vera essenza di questa terra rappresentata dalla sua più caratteristica città: Napoli. Solo alla fine della visita potrete verificare se il detto “vedi Napoli e poi muori” ha davvero un fondamento reale. Bisogna essere pronti ad intraprendere un percorso tutto particolare che vi cambierà la vita, perché Napoli è una città che, in un modo o in un altro, resta nell’anima…

Piena di contraddizioni eppure di tanta passione che si percepisce negli occhi delle persone, così come nei panorami mozzafiato che filtrano anche solo affacciandosi dai vicoli di cui è intrisa.
In ogni angolo traspare energia pura, si avvertono i colori intensi e la forza del mare, il folklore ed i rumori dei suoi mercatini tipici, la gioia degli abitanti perfino di quelli che vivono nei quartieri più umili, i sorrisi spensierati dei bambini i quali gioiscono anche per poco, i profumi di “soffritto” e di ragù che “pippea” a fuoco lento dal giorno prima, il verde dei parchi in cui sedersi anche solo per leggere un buon libro.
Il primo consiglio che mi sento di dare è di soggiornare in un posto che sia il più centrale possibile, in modo da immergersi a pieno, e fin dal mattino, nella vera essenza di questa affascinante realtà. Al primo caffè, seduti ad un tavolino di una delle tante piazze di cui è piena come Piazza Bellini, Piazza San Domenico Maggiore, Piazza del Gesù Nuovo, Piazza Dante o la raffinata Piazza dei Martiri ed al primo assaggio di una sfogliatella calda, sono certa che già penderete dalle sue labbra.

A pancia piena tutto appare diverso e sarete pronti per intraprendere una passeggiata nel vivo del centro storico, attraversare quella che comunemente è definita “spaccanapoli” proprio perché dall’alto si ha l’impressione che la città venga spaccata, appunto, e divisa esattamente in due parti.
Lungo questa strada sarete circondati da arte allo stato puro, chiese, palazzi antichi, chiostri, piazze, negozietti tipici, artisti di strada che fin dalle prime ore del mattino animano la zona, attori e poeti pronti a recitare componimenti e a dare numeri fortunati da giocare in cambio di una moneta.
Durante questo percorso segnalo una visita quasi obbligatoria al Cristo velato contenuto nella Cappella di San Severo, scultura questa che, sono certa, non vi lascerà indifferenti soprattutto per il velo di marmo che riveste il corpo di Cristo con una leggerezza tale da sembrare quasi un morbido e leggiadro tessuto. Così come non può essere saltata una “discesa” nella parte sotterranea della città con tutte le sue leggende ed effettuato un accesso al Duomo di Napoli ed al tesoro del suo Santo patrono, San Gennaro, nei confronti del quale i napoletani nutrono una devozione al di là di ogni immaginazione.
Attraversate pure le vie dello shopping con almeno due o tre buste di souvenir e di prodotti tipici, potreste perdervi nella grandezza di Piazza Plebiscito e dopo aver visitato il Palazzo Reale, scendete sul lungo mare per respirare finalmente i suoi profumi e percepire le indimenticabili sfumature da cui questo è caratterizzato. Passeggiando passeggiando sono certa che il vostro sguardo sarà catturato dall’imponente Castel dell’Ovo, e sarete subito rapiti dal fascino, fuori dal tempo, del caratteristico Borgo Marinari.

Una pausa culinaria, a questo punto, diventa quasi obbligatoria perché non si può lasciare Napoli senza aver assaggiato la sua famosa pizza. E qui si aprono le scuole di pensiero perché ogni napoletano dice la sua circa il miglior pizzaiolo della città. Quel che è sicuro è che dovrete munirvi di tanta pazienza perché più la pizza è buona, maggiore è la fila da fare per poterla gustare. La mia personale classifica di gradimento contiene la storica pizzeria “da Michele”, “Sorbillo” e “Di Matteo”a Via dei Tribunali, nonché “Starita” a Materdei e “Pellone”. A voi la scelta e l’arduo compito di stilare la vostra personale graduatoria!
Nel pomeriggio e per smaltire i resti della pizza potreste fare un salto, tramite la caratteristica funicolare, nella parte alta della città. Non ho alcun dubbio che all’imbrunire, dopo aver fatto visita al Castel Sant’Elmo, il panorama che dalla certosa di San Martino potrete ammirare sarà, a dir poco, indimenticabile.
Per passare la serata in compagnia di un buon calice di vino, rigorosamente di vitigni campani, e dei ricchi aperitivi che vengono serviti dalle 19 in poi, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Inoltratevi pure per le stradine della città, vi suggerirei di fermarvi a chiacchierare all’aperto, perché il clima anche d’inverno lo consente, e di fare svariate tappe nei “baretti” di cui è piena la zona di Chiaia.

Per gli instancabili e, soprattutto, per chi ha uno stomaco resistente, il tour culinario potrebbe proseguire con cena tradizionale da “Nennella” nel pieno dei quartieri spagnoli. Non stupitevi dei toni coloriti e delle simpatiche battute con cui i camerieri si rivolgeranno a voi! Anche questo è parte del gioco! Non resta che una conclusiva passeggiata digestiva ed un’ennesima vista mozzafiato che si può scorgere fermandosi sugli scogli dell’incantevole Mergellina, dove i taralli caldi ed una birra necessariamente fredda, la fanno da padrone.
Non vi ho ancora convinti? Che fate ancora lì fermi? Correte subito a prenotare il primo aereo o a verificare gli orari dei treni disponibili, passare anche solo due o tre giorni a Napoli vi renderanno persone diverse, credetemi…

1 commento

  1. Anche chi è innamorata di Napoli, come me, dopo la lettura di questo articolo vuole correre a rivedere i luoghi descritti e a ri-assaggiare le prelibatezze egregiamente illustrate. Complimenti! Gerardina Basilicata

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