A Roma,  il Museo della Pasta

di Fausto Corsetti 
Si chiama così in ogni lingua del mondo: la pasta. Impensabile non dedicarle almeno un museo.
Realizzato a Roma dalla Fondazione Agnesi, primo e unico al mondo nel suo genere,  il Museo Nazionale dedicato alle paste alimentari rappresenta un allettante itinerario tra ghiotti, invitanti piatti…e non solo.
E’ possibile così  ripercorrere la storia di questo prodotto negli ultimi otto secoli, attraverso i vari macchinari usati nella filiera produttiva,  le informazioni nutrizionali, le opere d’arte dedicate alla pasta, dall’antichità ai giorni nostri.
Le undici sale  del Museo  mostrano  anche i procedimenti usati nell’impastatura e nell’essiccamento, sia nell’antico processo artigianale che nella moderna tecnologia industriale.  Gli ambienti espositivi propongono in una forma dialettica e simpatica tutta la storia e la genesi di un alimento considerato anche nel suo aspetto  sociale, economico, nutrizionale e… artistico.
E il pensiero inevitabilmente, tornando indietro nel tempo, ci rimanda a quando il pane era l’unico alimento presente sulle tavole o a quando doveva sfamare tante bocche: immagini e ricordi che la società dell’opulenza tende a rimuovere.
Al pane e alla pasta è riservata un’interessante sezione dedicata alla “gramola”, la mola di pietra che amalgamava gli ingredienti, semola e acqua, per giungere, poi, alle possenti macine dei vecchi mulini sino alle più moderne impastatrici, realizzate dall’odierna tecnica che sembra un po’ uccidere la tradizione.
Torna così alla mente, prepotentemente,  il noto verso di una poesia di Renzo Pezzani : “Come sa di farina la casa”… una lode alle cose semplici di grande valore umano.
E nella sala del grano fanno bella mostra i diversi tipi di pasta : penne, maccheroni, farfalle, fusilli, quadrucci, spaghetti …
Una girandola di foto,  filmati, poster e cartoline attrae lo sguardo incuriosito e divertito dei visitatori: testimonianze di personaggi celebri, di attori sorpresi dall’obiettivo nel rituale di assaggio o mentre assaporano, con voluttà, la buona e salutare pasta.
Non manca, poi, in tale contesto un  simpatico cenno al folklore e al teatro comico napoletano e veneziano: le furbesche maschere di Pulcinella, di Arlecchino e di Colombina  si cimentano (data la leggendaria fame) con traboccanti piatti di maccheroni e il pensiero corre immancabilmente all’amato “romanaccio” Alberto Sordi nella celebre scena in cui abbandona il cibo americano agli animali domestici per tuffarsi in un abbondante piatto di provocanti spaghetti fumanti fatti da mammà! 
E’ senz’altro questo il museo dell’allegria, della gioia dello stare insieme, dello “spezzare insieme il pane”, del posto aggiunto a tavola, non soltanto per il valore dell’ospitalità, ma anche per una pausa tranquilla in tempi di fast-food e di relazioni improntate al “mordi e fuggi”.
Il museo è, tra l’altro, in linea con il nostro tempo:  attraverso la cultura della pasta, invita a riflettere sulle possibilità di contribuire alla flessione del livello di denutrizione nei Paesi sotto-sviluppati  per raggiungere un traguardo socio-umanitario  positivo e apprezzabile.
Evviva, allora, il buon pane e la buona pasta per la gioia che questi semplici alimenti sanno recare sulle nostre tavole e per quella memoria di sane tradizioni che continuano a perpetuare!       

Indirizzo:  Piazza Scanderbeg, 117       Roma
Telefono:  06 6991120
Orario: tutti i giorni, 9.30-17.30 incluse le domeniche, escluse le feste nazionali italiane.

Biglietto: € 10
Sito web:  www.museodellapasta.it

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