di Graziella Bellardini.

L’estate si avvicina e le vacanze non sono più un orizzonte tanto lontano! E allora perché non approfittarne per organizzare un viaggio alla riscoperta di una regione spesso dimenticata? Prepariamo le valigie e andiamo in Basilicata!

La Basilicata è rimasta per anni ai margini dell'”Italia da bere”: poche infrastrutture, scarsa industrializzazione e un’emigrazione che ha svuotato paesi e piccoli centri.

Ma da questo svantaggio è nata una grande opportunità, questa terra ha mantenuto una purezza arcaica del paesaggio tale da essere diventata un set ricercato e prezioso per il cinema di qualità.

Oltre Matera visitate Craco, città fantasma dove sono state girate alcune scene de La Passione di Mel Gibson, oppure Guardia Perticara, piccolo gioiello architettonico, set del Cristo si è fermato ad Eboli.

Una terra aspra in cui si riconoscono ancora evidenti i segni spettacolari degli sconvolgimenti terrestri dei continenti, dove le terre emerse dall’oceano sono ancora là davanti a noi: i calanchi di Aliano si innalzano fieri e leggiadri con il loro candore armonico in un gioco potente di simmetrie, bianchi nel verde fiorito delle distese dei prati.

Se siete dei temerari in cerca di emozioni intense potete provare il Volo dell’Angelo tra Castelmezzano e Pietrapertosa, le cosiddette “Dolomiti Lucane”, paesini antichi e autentici, costruiti in bilico su ardite vette con un panorama mozzafiato, da raggiungere inerpicandosi lentamente tra i vicoli lindi e fioriti. Oppure raggiungete Sasso di Castalda dove salendo per le viuzze tra le case ricoperte di pietre potrete raggiungere in alto il ponte tibetano più spettacolare d’Italia: il Ponte alla Luna ha una campata di 300 metri e camminando sospesi nel vuoto a 102 metri di altezza si arriva al rudere del castello che domina il villaggio.

Proprio per tutelare questo prezioso territorio è nata ExtraGEO, spin-off accademico che ha come obiettivi “la conservazione, la promozione e la fruizione del grande pubblico del patrimonio geologico del territorio”. Una start up lucana per la crescita turistica ed economica delle realtà locali e nazionali attraverso il geoturismo, nella tutela e nel rispetto dell’ambiente.

La cucina rappresenta senz’altro un punto di forza non trascurabile, un’eccellenza dovuta al rispetto di una tradizione contadina ancora molto forte e a una ricchezza invidiabile di materie prime, tuttora coltivate sul territorio: cereali, legumi, verdure, formaggi e salumi ancora lavorati con metodo semplice e antico, senza sprechi. Tra tutti il peperone crusco, dal sapore inimitabile, usato sapientemente da solo o per arricchire molti piatti salati e dolci, e il vino Aglianico, un rosso aromatico e forte.

Certo la Basilicata non è immune dagli orrori edilizi, dai problemi di inquinamento ambientale e dalle tragiche storie di corruzione e malaffare, ma è evidente l’amore e la cura con cui i lucani si occupano della propria terra, dei loro prodotti e del loro ambiente, una passione per un luogo in cui è ancora possibile cercare mieli dolci e curati con amore inerpicandosi su colline sperdute e colorate di fiori profumati, un luogo in cui l’ospite viene travolto da un’accoglienza premurosa e un’ospitalità calda e spontanea.

Infine vi lascio con alcuni versi di Rocco Scotellaro, poeta lucano originario di Tricarico, narratore efficace e sensibile della vita contadina.

da Passaggio alla città:

Ho perduto la schiavitù contadina,
non mi farò più un bicchiere contento,
ho perduto la mia libertà…
……………………………..
Addio, come addio? Distese ginestre,
spalle larghe dei boschi
che rompete la faccia azzurra del cielo,
querce e cerri affratellati nel vento,
pecore attorno al pastore che dorme,
terra gialla e rapata
……………………………..
Ho perduto la mia libertà…

per saperne di più:

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