Dalla Terra degli Arcobaleni e degli Iceberg
di Graziella Bellardini.

Un’aurora lattiginosa e precoce ci accompagna nel nostro viaggio verso sud trasformandosi in una giornata sorprendentemente soleggiata e piacevolmente tiepida.
Siamo nell’area del vulcano Hekla, la cui lava fuoriesce da una fenditura rocciosa e la cui attività, insieme a fenomeni glaciali, genera erosioni e l’alternarsi al nostro passaggio di zone verdi fertili e aree di sabbia detritica, ghiaia e cenere.
A tratti gruppi di pecore pascolano o si riposano riparandosi dal vento negli anfratti tra le zolle erbose.
Arriviamo a Keldur dove scopriamo un antico insediamento: esseri umani che con ostinazione hanno sfidato gli elementi costruendo piccoli edifici rurali stretti tra di loro, coperti di zolle erbose per ripararsi dalla natura così ostile; vicino svetta una piccola chiesa di legno, bianca, essenziale.
Ecco, finalmente l’acqua, divisa in più getti, rumorosa, che salta giù improvvisa dai dislivelli capricciosi ed inaspettati dell’alta falesia vulcanica: a Seljalandsfoss l’acqua gioca col vento saltando da 60 metri, e regala una vista a 360° girando nello stretto sentiero posteriore scavato nella roccia.
A Skogafoss un’altra cascata, questa volta ampia e abbondante, emerge con impeto tra le masse rocciose e stuzzicata dal sole dà spettacolo: uno…due…tre arcobaleni che si slanciano lungo i 62 metri di altezza, accendendosi e spegnendosi continuamente come solo la natura sa fare, in un eterno rincorrersi.
A Vik si apre una piacevole vista sul mare; qui il travolgente impatto tra la lava bollente e le acque agitate dell’oceano ha generato alti Faraglioni che quasi si strappano dalle scogliere, solcate da una lunga spiaggia di sabbia nera.
Più a sud le cascate sono sostituite da larghi e imponenti ghiacciai, che scivolano in lunghi fronti che fronteggiano dall’alto il mare. Il ghiaccio durante il disgelo estivo, rompendosi, forma iceberg che galleggiano sciogliendosi in laghi ed ecco una spettacolare istallazione artistica naturale dai colori sorprendenti: oltre l’azzurro dell’acqua, il ghiaccio sorprende con il bianco, il nero della lava e il celeste cenerino che si aggrappano l’uno all’altro nelle mostruose e contorte composizioni. Ogni tanto uno schianto e un rincorrersi di acque avverte dell’imminente formarsi di altri iceberg.
Nella calma apparente del lago, circondati dagli iceberg galleggianti, di fronte all’altissimo e maestoso ghiacciaio, con il sole che ingigantisce la luce riflettendola ovunque, il corpo e la mente diventano un tutt’uno e la vita appare più lieve e semplice…

Segue…

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