Attraversando il deserto
di Graziella Bellardini.

Forse non sarà spettacolare questo tratto di strada che ci sta portando verso nord: non ci sono impetuose cascate né tenebrosi blocchi di lava, né spumeggianti geyser e gli eterni ghiacciai del Vatnajokull restano lontanissimi sullo sfondo. Qualche rara ed ostinata fattoria ci incoraggia ad andare avanti; sulla strada sterrata ci sorprende una solitaria ruspa con due operai al lavoro per ripristinare la strada sfatta dall’impeto degli elementi, poi più nulla.
Apparentemente noioso, all’orizzonte un paesaggio quasi lunare ci accompagna per molti chilometri, la strada diventa terrosa per lunghi tratti come un’esile linea delimitata dai paletti gialli che servono in caso di neve o ghiaccio ad evitare di finire nell’alta scarpata, pochi torrenti che vagano intorno e che si allargano in pigre pozze d’acqua.
A Modrudalur il tenebroso deserto smette di essere grigio e monotono: a destra un largo spiazzo ci invita alla sosta e il senso di isolamento ci sommerge, solo terra, dune di terra, il deserto a perdita d’occhio ci circonda in un’atmosfera misteriosa e soprannaturale: né acqua che scorre, né piante, nessun grido d’uccello, nessun rumore: è il Silenzio.
Continuiamo per un lungo tratto e raggiungiamo le travolgenti cascate di Dettifoss. Il pennacchio di spruzzi visibile da lontano ci annuncia che qui l’acqua è padrona. La sua grande portata scatena tutta la sua potenza in un unico salto tra le pareti rocciose e sprofonda in un canyon scavato dalla violenta corsa nella piana rocciosa: il rumore è fortissimo e la nube di vapore acqueo alta e giocosa nel cielo può regalare stupendi arcobaleni.
Una piacevole sosta nell’oasi naturalistica di Asbyrgi ci restituisce un panorama ricco di piante ed uccelli; qui in una lunga gola protetta da alte pareti rocciose, secondo una leggenda nata da un’impronta dello zoccolo di un cavallo, cresce una vegetazione lussureggiante attraversata da sentieri orlati da basse piante di bacche e ingentiliti da uno scintillante specchio d’acqua.
A Husavick, dopo un piacevole pranzo sul porto, immancabile un’escursione al largo per un incontro ravvicinato con le balene; tra i fiordi al largo i colori appaiono quasi esplosivi: il blu profondo del mare, il verde ed il nero dei fiordi, l’azzurro acceso del cielo con poche bianchissime nuvole, ed ecco il lucido argento delle balene che arcuandosi scivolano sollevando la coda tra le onde…

Segue…

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