Il delirio della Natura: Fuoco ed Acqua
di Graziella Bellardini.

Una giornata piovosa ci accompagna a visitare Siglufjordur, piccola e graziosa cittadina incastonata in un fiordo. Qui un piccolo museo ci racconta della vita dei pescatori di aringhe: barche, reti, la fabbrica di produzione del pesce affumicato venduto in tutta Europa e dell’estrazione dell’olio usato per illuminare nei secoli passati le grandi città europee. Al porto, in un piccolo caffè ordiniamo degli assaggi di aringa: alcuni ci sorprendono con salse appetitose dai sapori decisi e forti, l’affumicato ci viene offerto con dadini di un’altra specialità, lo squalo putrefatto: decisamente troppo per i nostri palati mediterranei!
Aspettiamo che il tempo migliori e torniamo ad Akureyri attraversando verdi campagne e fiordi rocciosi, e ci infiliamo in basse e anguste gallerie, buie e lunghe qualche chilometro, dove passa a malapena un’automobile e dove piccole piazzole di sosta permettono il passaggio di auto in senso contrario, un’esperienza tutt’altro che piacevole.
Finalmente il giorno dopo una giornata fredda e ventosa ci accompagna verso il lago Myvatan regalandoci una delle esperienze più emozionanti del nostro viaggio. A Krafla i colori del paesaggio sono assordanti: giallo, marrone, nero, preda della continua e violenta lotta tra gli elementi, acqua e fuoco, senza pace; la terra bolle in pozze fangose grigio-giallastre, brucia in fumi alti e avvolgenti, esplode in soffi caldi e rumorosi, borbotta senza tregua nei piccoli camini di pietre laviche con vapori di zolfo, sbuffa esasperata senza pausa.
Saliamo in alto per ammirare meglio questo spettacolo terribile e affascinante; un lago caldo e turchese ci abbaglia improvviso tra la terra scura e pietrosa, camminiamo piegati dal vento gelido sui neri cumuli di rocce laviche circondati dai fumi di zolfo: è l’Ade di Omero.
Scendendo verso il lago, lunghi tubi sul terreno rivelano, in questo sito di inarrestabile turbolenza, la presenza di Centrali Geotermiche che riforniscono le case degli Islandesi di energia e acqua calda pressoché gratis. Qui, al lago Myvatan, l’incontro esplosivo tra la lava incandescente e l’acqua si è cristallizzato in faraglioni nerastri che lo circondano e in più di 50 isolette che emergono tra le acque; nel vicino campo di lava di Dimmuborgir le eruzioni succedutesi hanno creato grotte, pilastri ed archi affascinanti e bizzarri.
Ultima tappa sono le fragorose cascate di Godafoss, dal fronte ampio e spettacolare anche se non altissimo; il rumore è assordante e le acque turbolente si gettano allargandosi come in un anfiteatro tra le alte rocce nere: sono le cascate degli Dei, imponenti ed altere.
Dopo questa incursione eccitante e travolgente negli Inferi in terra, ce ne torniamo stanchi ad Akureyri, rassicurante cittadina sul mare con le sue case colorate, piccole e ordinate e i suoi confortanti ed allegri semafori rossi a forma di cuore…

Segue…

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