Dalla Terra degli Angeli e dei Demoni
di Graziella Bellardini.

A chi mi chiede se l’Islanda è bella, francamente non so rispondere: bellezza è un concetto soggettivo e mi sembra troppo banale per descrivere l’esperienza di questa visita. Qui, dove la terra è preda di una continua trasformazione, si agita e si spacca sotto l’impetuosa forza del fuoco, subisce l’acqua che corre agitata dimenandosi tra le rocce o si stacca dai ghiacciai in monumentali iceberg, si adagia sotto il vento che ulula tra le rocce e inventa nuove traiettorie, qui la terra rinasce ogni giorno inventando colori, come il verde dei prati, come il tappeto di morbido muschio che ammorbidisce le pietre di lava o come la soffice distesa di erica sulle colline di Porsmork, attrae uccelli nelle sue placide lagune e offre i suoi fiumi e i suoi torrenti al guizzo veloce di trote e salmoni.
Insomma qui c’è l’inizio e la fine, la natura e i suoi incubi, l’inferno abissale, le metamorfosi violente, la delirante giocosità della vita. Qui, gli argini umani cadono, le nostre certezze si sfaldano e l’ignoto ci fronteggia spavaldo.
E’ per questa sfida che gli uomini non l’hanno mai abbandonata, neanche dopo le terribili eruzioni che nei secoli l’hanno sommersa di lava incandescente e che hanno ammorbato l’aria con gas velenosi, uccidendo animali e travolgendo la vegetazione, ingaggiando una dura lotta per la sopravvivenza.
C’è un luogo simbolo di questa storia tragica e onirica: a Pingvellir la terra dei vulcani con il suo movimento continuo si agita e si spacca, nella sua folle danza innalza la crosta rocciosa disegnando per sette kilometri quelle che sembrano mura ciclopiche e sprofonda il terreno circostante in un grande lago. Si dice che questa immensa spaccatura sia causata dalla separazione delle zolle tettoniche del continente nord-americano ed europeo, ebbene, questo luogo di grande fascino, grazie alla sua potente collocazione naturale che rivelava chissà quale avvenimento mistico, fu scelto dai Vichinghi come sede del parlamento nel 930 d.C.
Qui, ”il giovedì di ogni decima settimana d’estate” per 15 giorni si riuniva il parlamento e legiferava, giudicava, si vendeva bestiame e si contrattavano matrimoni, si emettevano condanne affogando le donne infanticide e buttando nei crepacci gli uomini e si decideva sul credo religioso della nazione.
E’ stato così per millenni, nel 1944 vi si proclamò la nascita della repubblica.
Ecco, l’Islanda è una terra di contrasti, pianure e voragini, gentili ruscelli e cascate tumultuose in crepacci senza fine, dove si vive in città con tutti i comfort della modernità, dove un potente Wi-Fi ti può rincorrere per la valle più arida e desolata, è un giro di giostra nell’umana complessità, è un incandescente inferno, è un mistico percorso nelle incertezze umane.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui