della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.

Tempo d’estate, tempo di vacanze…
Di frequente in questo periodo dell’anno esistono persone dal cuore di pietra che abbandonano gli animali per partire senza avere la necessità di occuparsi del proprio animale, magari ricevuto “in regalo” a seguito di un semplice capriccio, come fosse un peluche.
Invece, la prima cosa che bisognerebbe pensare quando ci accingiamo a far entrare nelle nostre case un animale è che non si tratta affatto di un oggetto che possiamo prendere e lasciare a nostro comodo, ma di una vera e propria responsabilità da assumere in piena consapevolezza!
Sembra banale, ma questo semplice pensiero eviterebbe molti problemi alle povere bestiole che vengono prese e lasciate, con gravi ripercussioni per gli amici a quattro zampe, ma anche per la società che voglia definirsi civile.
Purtroppo, si tratta di un fenomeno legato soprattutto alla sensibilità personale e anche al generale grado di rispetto delle regole che ciascuno possiede in sé, terreno che rivela particolari scricchiolii in questa fase storica.
Occorre comunque sapere che il codice penale punisce la condotta di abbandono di animali, che costituisce REATO!
L’art. 727 del codice penale recita infatti che “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Interessante notare che la Corte di Cassazione ha equiparato all’intenzionale allontanamento di un animale domestico anche i comportamenti di generale trascuratezza, disinteresse e mancanza di attenzione nei confronti dell’animale stesso, e perfino l’inerzia nella ricerca dell’animale che si è allontanato spontaneamente.
Occorre poi considerare che l’abbandono può essere causa di gravi incidenti stradali nei casi, purtroppo numerosi, in cui l’animale venga allontanato intenzionalmente proprio sulla strada.
Segnaliamo, poi, che il fenomeno dell’abbandono riguarda anche le specie esotiche protette le quali, per quanto naturalizzate, se lasciate libere in parchi e fiumi possono causare danni anche gravi all’ecosistema locale.
Nonostante le varie campagne di sensibilizzazione da parte di associazioni animaliste e dei mezzi di informazione su tale riprovevole comportamento, si continuano a registrare dei picchi del fenomeno nei mesi estivi.
Eppure la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale sancisce che “l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante”. Sembra utile ricordarlo.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui