della dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.

Entrano in vigore l’11 febbraio 2017 i decreti attuativi sulle unioni civili, introdotte in Italia dalla legge 20 maggio 2016, n. 76.
Le celebrazioni sono tuttavia iniziate più tardi, in considerazione del tempo necessario per la preparazione dei documenti e per le pubblicazioni nella casa comunale.
Alla fine del 2016 i dati hanno riportato meno di 2000 unioni celebrate in Italia, con Milano città capolista.

I decreti legislativi numeri 5, 6 e 7 del 19 gennaio scorso, hanno il compito di portare a compimento quel processo di “armonizzazione” del nostro ordinamento giuridico il quale, prima delle unioni civili, era impostato sul matrimonio tra persone di sesso diverso.
Ma vediamo più da vicino le materie trattate da ciascuno dei decreti.

Il decreto legislativo 5/2017 è il più corposo e dettagliato dei tre e tratta la materia delle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, nonché le modifiche e le integrazioni da apportare alla normativa per la regolamentazione delle unioni civili.
Se avete intenzione di approfondire, munitevi della Gazzetta Ufficiale n. 22 del 27 gennaio 2017 (ove sono pubblicati tutti i tre decreti attuativi), di una buona dose di pazienza e di una comoda postazione, poiché mette in correlazione innumerevoli punti dell’ordinamento preesistente, rivisitato e corretto alla luce della novità delle unioni civili.
Di particolare interesse l’aspetto del cognome: il partner che aggiunge quello del soggetto a cui si unisce non perde il proprio cognome di origine, come avviene per il matrimonio.

Il decreto legislativo 6/2017 reca invece l’adeguamento della normativa penalistica al nuovo istituto, equiparando la figura del coniuge a chi ha contratto l’unione, in tutti quei casi in cui la posizione del soggetto assuma una rilevanza per l’ordinamento penale. Ad esempio, cosi come per il coniuge, anche la persona unita civilmente ha facoltà di astenersi dalla testimonianza nel processo penale che veda coinvolto il partner (art. 199 c.p.).
Per citare altri esempi, il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare viene chiaramente esteso anche alle parti dell’unione civile, così come, nel reato di omicidio, l’aggravante della posizione di coniuge dell’autore del delitto viene ovviamente estesa anche ai soggetti che hanno contratto unione civile.

Il decreto legislativo 7/2017 riguarda le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato, dello scioglimento dell’unione e dei rapporti patrimoniali, rivisti in considerazione del recente istituto dell’unione.
Le unioni contratte all’estero da cittadini italiani dello stesso sesso sono quindi riconosciute anche in Italia, producono effetti e sono regolate con le modalità stabilite dalla legge italiana.

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