Normativa antisismica e iniziative per la ripresa dell’economia
della dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.

L’Italia trema e con essa vacillano le nostre certezze, crollano le vite di chi viene direttamente coinvolto nella tragica esperienza del terremoto, in cui in una manciata di secondi scompare la propria casa e con essa la propria storia o addirittura la propria famiglia e tutto ciò che ci è più caro.
Tutto annientato e distrutto.
Macerie e senso di disperazione prendono il posto di cittadine fino a poco tempo prima vitali e ridenti, economicamente fiorenti grazie alla laboriosità e all’ingegnosità del popolo e ai tesori dell’arte italiana, talvolta dolorosamente irrecuperabili.
Lo sciame sismico, poi e grazie al cielo, si attenua e spesso, chi non è stato direttamente colpito, torna alla vita normale. Non necessariamente in mala fede, lo slancio di solidarietà e la soglia di attenzione si affievolisce con l’affievolirsi delle scosse telluriche.
I media spengono i riflettori e le popolazioni colpite restano nei loro ricoveri di fortuna allestiti per far fronte all’emergenza, talvolta per anni.
Il terremoto non si può prevedere.
Gli studi condotti a livello scientifico sono sì in grado di circoscrivere con esattezza le zone sismiche e di prevedere i rischi di terremoto, ma non vi è ad oggi la possibilità di prevedere con un margine di probabilità vicino alla certezza, i luoghi dove la terra deciderà, all’improvviso, di travolgere e inghiottire le vite dei propri abitanti.
Molte zone del mondo sono catalogate ad elevato rischio sismico, come l’Italia se non di più, ma in molto paesi, considerati “evoluti” come il nostro, sono attrezzati in maniera tale da riportare il minor numero di danni alle persone e alle cose, almeno fino a un certo livello di intensità del sisma.
In Giappone, paese che viene citato ripetutamente nelle occasioni di sisma, ognuno è educato a ciò a che si “deve” fare in queste occasioni, per cercare di salvare il salvabile ed evitare il peggio.
Le abitazioni sono costruite con sistemi brevettati, talvolta addirittura frutto di opere di ingegneri italiani, che vivono da “cervelli in fuga” all’estero.
Come trarre spunto per evitare tragedie come quelle dell’Aquila, dell’Emilia, di Amatrice, e dei comuni dell’Umbria e delle Marche, solo a voler citare quelle degli ultimi sei anni?
Realisticamente, mettere il territorio in sicurezza preventiva ha costi elevatissimi, ma pur non attingendo dati da astruse tabelle ufficiali, possiamo tutti concordare sul fatto che le ricostruzioni post sismiche, o comunque successive a eventi ormai frequenti, come l’esondazione dei fiumi e le alluvioni, la cui necessità è ormai divenuta purtroppo non più aleatoria ma ricorrente, ha costi ugualmente elevati se non addirittura superiori.
Dal nostro osservatorio, riteniamo quindi utile fornirvi un’occasione di approfondimento segnalando le norme che tutelano la stabilità degli edifici, per lo più attinte dal sito del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dal sito ufficiale del Dipartimento della Protezione civile nel quale si legge “la normativa antisismica riguarda criteri per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito a un evento sismico”.
Ve ne consigliamo la lettura.
Acquisire conoscenza delle norme che regolano le costruzioni, pur senza entrare in dettagli tecnici, aumenta la percezione dei comportamenti più indicati da adottare anche come privati cittadini (per esempio quando ci accingiamo ad avviare una semplice ristrutturazione) e di ciò che può salvare le cose che fanno parte della nostra storia, come la nostra casa e i suoi contenuti, o addirittura la vita.
Per chi volesse approfondire, dunque, segnaliamo le “Norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto ministeriale del 14 gennaio 2008” reperibili sul sito del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Per gli aspetti prettamente scientifici, vi consigliamo invece di visitare il sito www.ingv.it -Istituto Nazionale di Geofisica- ente nel quale confluiscono le principali realtà scientifiche nei settori della geofisica e della vulcanologia.

Non tutti sanno, inoltre, che le popolazioni delle zone terremotate del Centro Italia si sono dotate di organizzazioni per avviare la ripresa dell’economia locale, basata soprattutto su prodotti di eccellenza nel campo agroalimentare, spesso da parte di produttori medio piccoli, che sono i più penalizzati dall’attuale situazione di estrema difficoltà.

Ai meritevolissimi gesti di solidarietà compiuti nell’immediatezza della tragedia, è quindi possibile affiancare iniziative che possano realmente traghettare le zone ora depresse fuori dal tunnel.

Navigando su Internet per acquisire informazioni sul tema, mi sono imbattuta nel sito https://postribu.net e ho preso contatti con Giorgia Brugnerotto che ne presiede l’associazione e che collabora alla piattaforma http://terremotocentroitalia.info/  costituita per fornire informazioni utili sul sisma e sulle necessità dell’area interessata.

Dal colloquio è emersa una energia vitale e tanta voglia di ricominciare, nonostante la viabilità interrotta, le aziende crollate e, addirittura, la perdita di persone care.

Non solo regali di Natale, dunque, l’optimum è un sostegno concreto ai produttori con contratti di fornitura a lunga scadenza (in qualche caso anche biennale) da parte di esercenti nel campo alimentare per sostenere le aziende, anche nel medio termine, per consentire il rilancio reale dell’economia locale.

Di seguito vi forniamo alcuni riferimenti di progetti in corso a sostegno delle zone terremotate:
– http://terremotocentroitalia.info – sezione dedicata agli acquisti solidali
– http://umbria.legambiente.it – progetto Valner.In.A.Box per box prodotti di terre umbre colpite dal sisma
– www.regione.marche.it – sul sito istituzionale della Regione Marche troverete tre link utili dedicati al sisma e una sezione ad hoc per promuovere imprese agroalimentari colpite dal terremoto.

Nell’augurarci che il nostro piccolo contributo risulti utile, consigliamo infine di fare sempre rifermento a fonti ufficiali, in quanto ciò pone a riparo da deplorevoli interferenze da parte di sciacalli, purtroppo sempre in agguato.

Alle persone colpite dal sisma giunga il nostro messaggio di incoraggiamento e solidarietà.

 

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