della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.

PREMESSA

Con recenti decreti legislativi nn. 7 e 8 del 15 gennaio 2016 sono entrate in vigore, dal 6 febbraio scorso, nuove norme che depenalizzano una serie di condotte, circa 60, che prima erano configurate come reati, ma che adesso si configurano come meri illeciti amministrativi o come illeciti civili, per i quali è prevista la sanzione del pagamento di somme di denaro, che confluiranno nella cassa delle ammende.
Atti osceni in luogo pubblico, ingiuria, compimento di atti contrari alla pubblica decenza, abuso della credulità popolare, appropriazione di cose smarrite, sono solo alcuni dei reati oggetto di depenalizzazione.
Il Legislatore ha quindi preso in considerazione tutte quelle fattispecie ritenute a connotazione criminale lieve, sottraendole all’attenzione del giudice penale e infliggendo, piuttosto della spesso inefficace pena detentiva, una sanzione economica, con l’intento di deflazionare i tribunali penali dagli innumerevoli processi pendenti, traboccanti di cause cosiddette “bagatellari”.
Ovviamente ancora non è possibile tracciare bilanci e valutare l’impatto della riforma, ma possiamo intanto concederci un breve excursus su una società che sta cambiando, cominciando a esaminare gli aspetti più “curiosi”.

 

ATTI OSCENI IN LUOGO “PUBICO”

Chiedo perdono per il titolo ironico ma non ho resistito!
Iniziamo trattando il reato di cui all’art. 527, comma 1, oggetto di depenalizzazione.
L’art. 527, primo comma, del codice pensale (c.p.) recitava: “chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni”. La fattispecie era già stata depenalizzata nel 1999 per comportamenti colposi non intenzionali.
Oggi, a seguito della riforma introdotta dai decreti legislativi sulla depenalizzazione, la pena detentiva è stata sostituita con una sanzione pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro.
Permane giustamente, invece, la rilevanza penale se i fatti sono commessi nelle vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori, disciplinata dal secondo comma dell’art. 527 citato.
Negli anni, sono rientrate in questa fattispecie di reato una serie innumerevoli di condotte.
Il concetto basilare che connota il reato è l’offesa al “comune senso del pudore”, ovvero l’oscenità che suscita nell’osservatore un senso di disgusto, il cui perimetro è quanto mai labile in una società che evolve, o meglio, che cambia continuamente a ritmo forsennato, per cui ciò che solo 10 anni fa costituiva “scandalo”, oggi ci fa appena sorridere.
Non è semplice quindi tracciare le linee della condotta offensiva, ma possiamo senz’altro affermare che è un reato di pericolo a tutela del pubblico onore e dell’onore sessuale, che vengono lesi da chiunque compia in luogo pubblico o aperto al pubblico o anche solo accessibile al pubblico un atto che si configuri come manifestazione di “concupiscenza, di sensualità, di inverecondia sessuale”! (La drammaticità di queste espressioni è degna della voce impostata del migliore e insostituibile Vittorio Gassman..).
E’ chiaro quindi che, nel tempo, sono stati sdoganati comportamenti come i baci, il topless al mare, alcune manifestazioni di nudo integrale, i balletti di lap dance talvolta con annessi palpeggiamenti compiuti nei locali dedicati.
Più complesso è, invece, definire i luoghi di quello che, prima della riforma, era un delitto a tutti gli effetti.
La Cassazione, a colpi di sentenze che si sono susseguite nella storia, ha quindi “mappato” tutti i luoghi aperti o esposti al pubblico nei quali è vietato compiere “atti offensivi della morale sessuale” che, se prima esponevano al rischio della galera, oggi espongono comunque al pagamento di una ingente somma di denaro, che è pur sempre un efficace deterrente.
Per soddisfare la vostra curiosità, ecco a voi un breve elenco di luoghi definiti dalla Cassazione OFF LIMITS, alcuni dei quali vi lasceranno davvero sorpresi.
Oltre agli scontati cespugli, campi di grano non recintati e locali abbandonati senza porta, i giudici hanno definito come osceni gli atti compiuti all’interno del pronto soccorso di un ospedale (Cass. 12988/2009), nelle parti comuni di un edificio condominiale (Cass. 6434/2008), all’interno di un’automobile in movimento (Cass. 3855/1997 e complimenti al guidatore), all’interno di un’auto stavolta in sosta sulla pubblica via, ma senza vetri appannati e senza vetri coperti dai giornali, tanto in voga negli anni ‘80 (Cass. 6302/1998), all’interno di un passaggio di collegamento di due gallerie di un’autostrada (Cass. 1567/1986).
E ancora, la toilette di un cinema senza porta chiusa (Cass. 12877/1978) nonché, udite udite, la sagrestia (Cass. 4486/1992).
Evviva la fantasia!
Insomma, come avrete notato, la fattispecie offre davvero un campo di indagine molto ampio e numerosi spunti di riflessione sul costume e sulla società, quanto mai mutevole.
Io mi sono divertita molto a raccogliere queste curiosità! E voi?

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