PARLIAMO DI AUTOVELOX E TUTOR…

della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.

I limiti di velocità costituiscono l’aspetto più serio per la tutela della sicurezza stradale, poiché è statisticamente provato il nesso di causalità tra eccessiva velocità e mortalità sulle strade.
Dunque, è con il massimo rispetto che ci avviciniamo al tema, segnalando una pronuncia del giudice di pace di Terracina del 18 dicembre 2017, utile per definire le differenze tra autovelox e tutor e le diverse modalità di segnalazione preventiva che ne devono conseguire per l’automobilista, pena l’annullamento della sanzione.
Partiamo dal presupposto che ogni automobilista dovrebbe almeno conoscere i limiti di velocità standard.
In questo momento avete difficoltà a ricordarli? Vi rinfreschiamo la memoria noi!
L’art. 142 del decreto legislativo 285/1992 e successive modificazioni e integrazioni, più noto come Codice della Strada, ha infatti disposto i seguenti limiti:
– 130 km/h per le autostrade;
– 110 km/h per le strade extraurbane principali;
– 90 Km/h per le strade extraurbane secondarie ed extraurbane locali;
– 70 km/h per le strade urbane per le quali vi siano caratteristiche strutturali tali da consentire tale velocità e previa segnalazione dei limiti;
– 50 km/h per le strade nei centri abitati.
Nell’ambito di tale perimetro è poi possibile che l’amministrazione disponga diversamente, qualora le condizioni lo richiedano e per ragioni connesse alla sicurezza stradale, purché ogni variazione sia resa nota da apposita segnalazione.
Il Legislatore, per ragioni evidentemente legate al fondamentale principio di trasparenza dell’azione amministrativa, ha quindi posto in una posizione di preminenza la segnalazione e l’informazione preventiva agli automobilisti dei limiti vigenti nei vari percorsi stradali.
L’automobilista deve quindi rispettare le regole ma, d’altro canto, l’operato della Pubblica Amministrazione deve risultare trasparente.
Le sanzioni irrogate “a trabocchetto” e con l’obiettivo di fare cassa, più che per tutelare la sicurezza, sono quindi destinate a fallire innanzi all’autorità giudiziaria, come nel caso della pronuncia presa in esame.
Il caso concreto prende le mosse da un limite di velocità sottoposto al controllo del tutor, ma segnalato all’automobilista come un autovelox.
La differenza tra i due metodi è ben nota a tutti, poiché l’autovelox è un sistema che rileva la velocità istantanea in un punto preciso del percorso, mentre il tutor rileva la velocità in due punti diversi, elaborando il calcolo della velocità media nel percorso compreso tra la porta d’entrata e la porta d’uscita.
L’obiettivo è sempre la tutela della sicurezza stradale, ma il metodo è quindi molto diverso, per cui la segnalazione preventiva, sia per ragioni di trasparenza dell’operato della Pubblica Amministrazione che per orientare correttamente la condotta dell’automobilista deve essere attuata con dispositivi adeguati alla fattispecie.
Ogni dispositivo di segnalazione deve essere infatti approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le regole sulle postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sono contenute nel Decreto del Ministero dei Trasporti 15 agosto 2007, altrimenti la sanzione può essere annullata.
Inevitabile, quindi, il richiamo al rispetto delle regole vigenti in materia di sicurezza stradale sia da parte degli automobilisti che degli organi preposti al controllo e inevitabile l’uso della massima prudenza per chi si mette al volante!

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