della Dott.ssa Alessia Cioffi.  

Le fasi della separazione consensuale tra coniugi sono le seguenti:
• Presentazione di domanda congiunta di separazione (deposito del ricorso) alla Cancelleria del Tribunale competente per residenza di uno o entrambi i coniugi, unitamente ai seguenti documenti: estratto dell’atto di matrimonio, certificato di residenza e stato di famiglia. Non è necessaria l’assistenza di un avvocato (anche se è consigliabile).
• Il Presidente del Tribunale, una volta formato il fascicolo d’ufficio (contenente il ricorso per la separazione consensuale e i documenti richiesti), fissa l’udienza di comparizione per i coniugi.
• Nel corso dell’udienza di comparizione, il Tribunale prova ad esperire un tentativo di conciliazione. Se l’esito è positivo, i coniugi si riconciliano senza alcuna formalità, facendo cessare gli effetti prodotti dalla stessa (art. 154 c.c.). Per rendere formale la riconciliazione, oltre all’accertamento giudiziario, è possibile per i coniugi recarsi al Comune di appartenenza per rilasciare un’apposita dichiarazione. Al contrario, se fallisce, il Tribunale emette un decreto che conferisce efficacia alla separazione consensuale.
• Tale decreto successivo al tentativo di riconciliazione -omologa di separazione- è un provvedimento definitivo che conferisce piena efficacia agli accordi di separazione.
• Il Tribunale trasmette al Comune ove è avvenuto il matrimonio la comunicazione di omologa di separazione consensuale; l’Ufficiale di Stato Civile provvede alla relativa annotazione sull’atto di matrimonio.
• Durata media: circa 3-7 mesi.
La durata media per ottenere la separazione (cioè il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e l’omologazione del Tribunale) è di circa 3-7 mesi e dipende dalla mole di lavoro del Tribunale di competenza (Roma/Napoli/Milano hanno un carico di lavoro notevolmente diverso rispetto a Perugia/Potenza).

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