di Alessia Cioffi.

La separazione giudiziale può essere pronunciata su domanda di uno dei due coniugi (ricorso) quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare pregiudizio all’educazione dei figli. Questi fatti possono essere addebitabili ad uno dei coniugi (anche al coniuge che chiede la separazione), ad entrambi, oppure possono essere indipendenti dalla loro volontà (es. malattie mentali) o comunque incolpevoli. La separazione giudiziale può essere con addebito, qualora venga addebitata la colpa della separazione ad uno dei due coniugi.
La sentenza che pronuncia la separazione regola il mantenimento e gli alimenti eventualmente dovuti e dà opportune disposizioni circa il mantenimento, l’educazione e l’affidamento dei figli.
Anche in caso di separazione, il figlio ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e con i rispettivi parenti. Il giudice che pronuncia la separazione adotta i provvedimenti relativi ai figli con esclusivo riferimento al loro interesse morale e materiale.
Le fasi della separazione giudiziale sono le seguenti:
• Istanza di separazione presentata dall’avvocato di uno dei coniugi alla Cancelleria del Tribunale competente per residenza di uno o entrambi i coniugi, unitamente ad un estratto dell’atto di matrimonio ed un certificato contestuale di residenza e stato di famiglia.
• Il Presidente del Tribunale fissa un’udienza in cui convoca i coniugi, tenta la conciliazione e pronuncia i provvedimenti provvisori, destinati a durare fino alla sentenza (con ordinanza).
• Nel caso fallisca il tentativo di riconciliazione prende avvio una causa legale davanti al giudice istruttore. In tal caso, è obbligatoria la presenza degli avvocati.
• Al termine della causa, il Tribunale emette la sentenza di separazione e può emanare anche i provvedimenti urgenti relativamente ai figli e alla casa coniugale, indipendentemente dalla durata della causa legale.
• La sentenza potrà essere oggetto di riforma da parte della Corte d’Appello con l’emissione di una nuova sentenza. Può essere presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello.
• Il Tribunale trasmette al Comune ove è stato celebrato il matrimonio la comunicazione della sentenza di separazione giudiziale; l’Ufficiale di stato civile provvede alla relativa annotazione sull’atto di matrimonio.
• Durata: 2-3 anni
In caso di separazione giudiziale, i tempi si allungano notevolmente, equiparandosi a quelli di una ordinaria controversia civile. I tempi necessari per la separazione giudiziale possono essere anche più lunghi, ad esempio nel caso in cui la sentenza sia impugnata in sede d’appello o in Cassazione.
Bisogna tenere presente che per avviare la procedura necessaria per ottenere il divorzio devono essere passati tre anni dal giorno in cui i coniugi sono comparsi dinanzi a Presidente del Tribunale.

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