BABY SITTER E NON SOLO

della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.   

Portare avanti una casa e una famiglia, avendo anche un impegno di lavoro, è davvero un’impresa titanica, che spetta  soprattutto alle donne!
Esiste però la possibilità di assumere un collaboratore domestico, ovviamente però, bisogna trovare la persona giusta e soprattutto possedere i mezzi economici per fare fronte alle tante spese e alle varie incombenze burocratiche che l’iniziativa richiede.
Sicuramente, però, l’osservanza da parte del datore di lavoro e del lavoratore  delle varie regole che la legge impone per la gestione di rapporto di lavoro domestico, aiuta ad avere le idee chiare sulle reciproche responsabilità.
Certe di fornire un utile supporto alle GiraSole, il cui identikit rivela il prototipo di una donna impegnata su vari fronti e incline a coltivare diversi interessi, ecco  un sunto degli elementi fondamentali per iniziare un rapporto di lavoro con un collaboratore domestico, sia esso impiegato per fare fronte alla pulizia della casa, o alla cura di anziani e bambini.
Il primo riferimento da tenere presente è il sito ufficiale dell’INPS www.inps.it nel quale, alla sezione “Gestire un lavoratore domestico” sono contenute tutte le informazioni  utili.
In sintesi, ricordiamo che occorre denunciare l’inizio del rapporto di lavoro all’INPS entro le 24 ore precedenti alla data dell’assunzione e che, solo per i lavoratori conviventi è necessario comunicare con raccomandata A/R  l’avvenuta assunzione  al  commissariato o distretto di polizia competente per territorio, sulla base di quanto disposto dalla legge n. 181/1978.
La denuncia di lavoro all’INPS può essere fatta tramite posta, via fax, a mezzo dell’apposita procedura on line disponibile sul sito, o addirittura per telefono al numero 803164. In tutti i casi occorre essere in possesso di tutti dati necessari per procedere all’assunzione del lavoratore.
L’INPS provvede poi a diramare automaticamente la costituzione del rapporto di lavoro agli altri uffici interessati.
Il contratto collettivo che disciplina il rapporto di lavoro è unico per tutte le figure professionali che collaborano  all’interno della casa e per la cura della famiglia, quindi colf, badanti e baby sitter, che ovviamente  sono le professionalità più richieste.
Il CCNL vigente, reperibile su vari siti tra cui anche  quello dell’INPS,  riporta le quattro  categorie di inquadramento dei lavoratori domestici  ripartite, in ordine di crescente professionalità,  dalla terza alla prima super, a seconda delle capacità, dell’esperienza e dei requisiti tecnici specifici richiesti per essere assunti. Alla qualifica corrisponde una diversa retribuzione e una diversa durata del periodo di prova, che va dagli  8 giorni per la terza categoria, fino ai  45 giorni per la categoria prima super.
Elementi fondamentali per la costituzione del rapporto di lavoro sono i seguenti:
– Data di assunzione
– Durata del periodo di prova
– Qualifica rivestita
– Retribuzione
– Orario di lavoro
– Eventuale convivenza.
Documenti richiesti al lavoratore:
– Tessera sanitaria o simile
– Documento di riconoscimento in corso di validità
– Codice fiscale
– Per lavoratori stranieri: permesso di lavoro o permesso di soggiorno a seconda del paese di appartenenza.
– Certificato penale. Con riferimento a quest’ultimo documento  di indubbia utilità,  occorre tuttavia  tenere presente che per  alcuni reati minori la legge prevede la non menzione e se i reati sono stati commessi all’estero potrebbero non venire mai alla luce.  In ogni caso, è quindi preferibile selezionare personale con delle referenze riscontrabili, tramite colloqui col precedente datore di lavoro o con persone conosciute.
Al lavoratore spettano 36 ore di riposo settimanale, generalmente suddivise in 24+12 ore, oltre a 26 giorni di ferie all’anno.
Il trattamento economico mensile, così come le tariffe orarie, sono specificate nelle tabelle allegate al CCNL. Comunque, lo stipendio oscilla dagli 837 ai 1330 euro mensili, ovviamente commisurati al tipo di impegno richiesto e le tariffe orarie oscillano dai 4 ai 7 euro circa.
Il versamento dei contributi è sempre obbligatorio  ed è a carico del datore di lavoro e del lavoratore. Sul sito dell’INPS esiste un utilissimo simulatore per il calcolo, che si può utilizzare anche prima di procedere all’assunzione,  per avere contezza del tipo di impegno economico.
Il rapporto di lavoro può cessare, previo preavviso reciproco.
Per lavoratori con  più di 5 anni di anzianità, presso lo stesso datore di lavoro, sono previsti 30 giorni di preavviso, mentre per i  lavoratori con meno di 5 anni di anzianità sono sufficienti 15 giorni.
I termini si riducono della metà in caso di dimissioni spontanee da parte del lavoratore.
In caso di licenziamento senza preavviso da parte del datore di lavoro, al lavoratore spetta una indennità sostitutiva pari alla retribuzione corrispondente al preavviso non concesso.
Al lavoratore spetta inoltre il TFR, che si ottiene dividendo per 13,5  la retribuzione complessiva annua (compresa la tredicesima mensilità). E’ possibile concedere un anticipo del TFR maturato, sulla base di un accordo tra le parti.
Infine: il rispetto  reciproco e l’onestà sono alla base di un buon rapporto di collaborazione.

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