ACCESSI, ISPEZIONI, VERIFICHE E DIRITTI DEL CONTRIBUENTE di Maria Rosaria De Santis e Vincenzo D’Avanzo

L’Agenzia delle Entrate svolge l’attività istituzionale di assicurare il rispetto della legalità fiscale ed utilizza a tal fine strumenti vari di controllo. Gli accessi, le ispezioni e le verifiche rappresentano alcuni di questi strumenti e sicuramente dei momenti di incontro fra contribuente e fisco, in cui maggiormente si avverte l’esigenza di instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia, improntato sulla trasparenza di azione e sul rispetto delle reciproche prerogative. Fiducia, rispetto delle regole, trasparenza e imparzialità sono tutti valori che si possono realizzare solo grazie alla conoscenza dei rispettivi raggi d’azione. A tal fine è essenziale il rispetto dei diritti dei contribuenti nel particolare momento del controllo, al fine di creare un clima di serena e proficua collaborazione fra le parti.

La verifica fiscale
Il potere di verifica è certamente il più invasivo tra i poteri istruttori attribuiti all’amministrazione finanziaria. Gli Uffici finanziari eseguono verifiche presso il luogo ove il contribuente svolge la propria attività (commerciale, industriale, agricola, artistica o professionale) allo scopo di controllare il corretto adempimento degli obblighi tributari cui lo stesso è tenuto per legge. Le disposizioni normative che stabiliscono i poteri degli Uffici e le modalità con cui deve essere effettuata la verifica sono contenute, ai fini delle imposte dirette negli articoli 32 e 33 del DPR 29 settembre 1973 n. 600, ai fini dell’Iva negli articoli 51e 52 del DPR 26 ottobre 1972 n. 633, e ai fini dell’imposta di registro nell’art.53 bis del DPR 131 del 26 aprile 1986.

Lo Statuto dei diritti del Contribuente ha sancito i diritti dei contribuenti nell’ambito dell’attività di accertamento esercitata dagli uffici finanziari: in particolare, lo Statuto ha stabilito una serie di garanzie a tutela del contribuente che si possono far valere in occasione di verifiche da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

DIRITTI E GARANZIE DEL CONTRIBUENTE, ARTICOLO 12, Legge 212 del  27/07/2000
Al momento dell’accesso, i verificatori devono informare il contribuente dei  diritti a lui spettanti che sono enunciati nell’art. 12 dello Statuto dei diritti del Contribuente.

1) Effettive esigenze di indagine e minore turbativa possibile (art.12 comma 1)
“Tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio delle attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali.”
In sostanza la verifica risponde all’esigenza di reperire presso l’azienda documenti contabili o altre informazioni. La verifica può risultare essenziale per procedere sul luogo ad alcuni rilievi che altrimenti non si potrebbero effettuare (ad esempio: il controllo sul magazzino, l’identificazione del personale dipendente e la rilevazione dei beni strumentali).
Il controllo deve avvenire durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecarne la minore turbativa possibile e consentirne il normale svolgimento. Nel rispetto del principio di collaborazione devono contemperarsi le esigenze del contribuente con quelle dell’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria.

2) Diritto all’informazione (art.12  comma 2)
“Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l’abbiano giustificata e dell’oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.”
Lo Statuto sancisce il diritto all’informazione: il contribuente deve avere immediatamente conoscenza del soggetto che ha autorizzato il  controllo e delle ragioni che lo giustificano. Il potere di verifica non può mai essere esercitato per motivi o scopi diversi da quelli del controllo della posizione fiscale del contribuente. Con la consegna della lettera di incarico i verificatori portano a conoscenza del contribuente l’ambito della verifica e il soggetto che l’ha autorizzata.
Inoltre i verificatori devono informare il contribuente dei diritti e degli obblighi riconosciuti in sede di verifica e della facoltà a lui riconosciuta di farsi assistere da un professionista abilitato durante le fasi del controllo in azienda.

3)  Verifica fuori sede (art.12 comma 3)
“Su richiesta del contribuente, l’esame dei documenti amministrativi e contabili può essere effettuato nell’ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.”
Per recare la minor turbativa possibile all’esercizio dell’attività, il contribuente può quindi richiedere che il controllo della documentazione e delle scritture contabili sia fatto fuori della sede ove svolge la propria attività. Questa parte della verifica potrà essere condotta presso l’Ufficio dei verificatori o presso il professionista.

4) Osservazioni del contribuente (art.12 comma 4)
“Delle osservazioni e dei rilievi del contribuente e del professionista, che eventualmente lo assista, deve darsi atto nel processo verbale delle operazioni di verifica.”
Per assicurare la massima trasparenza alle attività di controllo, al termine di ogni giornata i verificatori devono redigere un verbale giornaliero con l’indicazione delle operazioni effettuate, la descrizione dettagliata dei documenti prelevati e le osservazioni che il contribuente richiede di verbalizzare. I verbali giornalieri e il verbale che viene redatto al termine delle operazioni di verifica devono essere sempre letti e firmati dal contribuente, che ha diritto di averne copia.

5) Permanenza presso la ditta (art.12 comma 5)
“La permanenza degli operatori civili o militari dell’amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio. Gli operatori possono ritornare nella sede del contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le osservazioni e le richieste eventualmente presentate dal contribuente dopo la conclusione delle operazioni di verifica ovvero, previo assenso motivato del dirigente dell’ufficio, per specifiche ragioni.”
Il limite stabilito alla permanenza dei verificatori presso la ditta risponde all’esigenza di non compromettere il normale andamento dell’attività: una eventuale proroga dei giorni di effettiva permanenza deve essere formalmente richiesta esponendo chiaramente quali sono le ragioni di particolare complessità delle indagini che la giustificano.

6)  Garante del Contribuente  (art.12 comma 6)
“Il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del contribuente, secondo quanto previsto dall’art.13 [dello Statuto].”
Il Garante del Contribuente è un organo collegiale, istituito dallo Statuto dei diritti del Contribuente, di mediazione tra i cittadini e l’Amministrazione Finanziaria. In particolare il Garante tutela i diritti riconosciuti al contribuente anche in caso di una verifica fiscale. A seguito di una segnalazione del contribuente che lamenta situazioni di illegittimità nel comportamento dei verificatori, il Garante può richiedere chiarimenti o documenti agli uffici competenti e anche rivolgere ai dirigenti “raccomandazioni” finalizzate ad una migliore tutela del contribuente.

7) Presentazione di osservazioni e richieste (art.12 comma 7)
“Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori…”
A conclusione della verifica viene redatto un processo verbale che contiene i rilievi mossi dai verificatori: il contribuente ha il diritto di presentare osservazioni e richieste che l’ufficio ha l’obbligo di valutare prima di emettere l’avviso di accertamento.
Lo Statuto riconosce pertanto al contribuente il diritto a un contraddittorio anticipato, nel rispetto del principio di collaborazione e buona fede tra le parti.
Il termine previsto per la presentazione delle osservazioni è di sessanta giorni dal rilascio del processo verbale finale.
L’Ufficio non può emettere l’avviso di accertamento prima che sia trascorso questo termine, salvo nei casi di motivata e particolare urgenza che devono comunque essere espressamente indicati nell’avviso d’accertamento.
Tuttavia, il contribuente può prestare adesione anche ai verbali di constatazione. L’adesione può avere ad oggetto esclusivamente il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve intervenire entro i 30 giorni successivi alla data della consegna del verbale mediante comunicazione all’Agenzia delle Entrate ed all’organo che ha redatto il verbale. Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, lo stesso notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale recante le indicazioni previste dall’articolo 7 del D.Lgs.218/1997. L’adesione al processo verbale comporta una riduzione significativa delle sanzioni.

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