PAROLE PAROLE PAROLE…
della Prof. Maria Silvia Basilicata.

Che cosa è il linguaggio?
Quando è nato?
Esiste un solo tipo di linguaggio?
Perché le parole?
Per trattare il tema in argomento bisognerebbe “scomodare” la biologia, l’etologia, l’antropologia, la psicologia evolutiva, la filosofia, la linguistica e persino la teologia.
Complicato vero? Tranquilli, perché “le parole sono figlie della Terra, (che è casa nostra) e non del Cielo (dove ci perderemmo)”.
Però… per discutere di linguaggio, di ciò che ci consente di incontrare l’altro, dobbiamo andare indietro nel tempo di qualche milione di anni… e allora ricomincia la complessità…
Ma quando un tema è affascinante, coinvolgente, sorprendente, rivelatore, non esistono freni o difficoltà che ci bloccano.
Quindi, parliamone pure… per avere uno stimolo nella ricerca di risposte appropriate.
Cosa è il linguaggio?
Secondo Corballis il linguaggio è “uno strumento squisitamente adatto per descrivere luoghi, persone, altri oggetti, eventi, e perfino pensieri ed emozioni. Lo usiamo “per descrivere il passato e anticipare il futuro, per raccontare storie immaginarie, per lusingare e ingannare”.
Secondo Aristotele “con il linguaggio sappiamo staccarci dalla immediatezza delle reazioni, sappiamo progettare il futuro e possiamo parlare anche di ciò che non esiste, di ciò che è irreale, di ciò che è impossibile”.
Per Chomsky “il linguaggio, dono divino, è un talento che solo gli umani possiedono”.
Come si impara? I bambini possiedono una conoscenza innata del linguaggio, per cui, anche se di razza o cultura diversa, possono imparare qualsiasi lingua.
Quando è nato? E come è possibile che sia nato?
I primati, i nostri progenitori, condividevano tutti la mano che è diventata strumento di comunicazione quando si è passati alla posizione eretta, circa 6 milioni di anni fa.
Il bipedalismo, l’andatura eretta, è il tratto principale che contraddistingue gli umani e i loro progenitori dalle grandi scimmie ed è senza dubbio un grande passo verso il linguaggio: grazie al bipedalismo, le mani e le braccia, emancipate da impegni locomotori, si sono dedicate alla gestualità.
Il linguaggio gestuale è stato la prima forma di linguaggio, per gli antropologi è stato il mezzo di comunicazione originario. Molte altre sono state le cause della nascita del linguaggio: straordinari eventi ambientali, l’utilizzo degli utensili, le mutazioni climatiche, i mutamenti del cervello: ognuna ha contribuito a trasformare gli ominidi nell’ Homo sapiens.
Il linguaggio gestuale è stato uno strumento di cooperazione per la sopravvivenza.
È bello accettare l’idea che ogni conquista sia il risultato di “un mettersi insieme”.
“Non cresciamo in solitudine: sviluppiamo le nostre capacità, le nostre coscienze e conoscenze in un rapporto continuo con gli altri”.
Perché la parola?
Dal linguaggio gestuale al linguaggio dei suoni, e quindi alla parola, il cammino è stato lungo.
È complicato entrare nella storia del linguaggio parlato, William Jones fu il pioniere che iniziò a mappare il corso della preistoria umana per rispondere al perché siamo passati al linguaggio vocale.
L’ipotesi dell’esistenza di una lingua madre, il Proto Mondo o lessico di Eva, da cui gran parte delle lingue mondiali ebbero discendenza, non è stata accettata completamente dai linguisti comparati: tale tesi significherebbe che la lingua vocale sia stata un’invenzione sostanzialmente culturale, perfezionata dai nostri antenati africani nel periodo precedente alle migrazioni africane.
Ma ad eventi ambientali si sono associati mutamenti fisici, come i mutamenti a carico dell’apparato vocale, le trasformazioni del modo di respirare, l’incremento della massa cerebrale, la comparsa della laringe che produce i suoni vocali, prima di giungere alla vocalizzazione: processo realizzato attraverso innumerevoli tappe e in modo non completamente cosciente. Forse su una cosa potremmo essere d’accordo: “la facoltà di produrre una lingua parlata autonoma è sorta con la nostra specie, Homo sapiens, e non con gli ominidi più antichi, benché possa esserci voluto del tempo perché questa capacità si esplicasse compiutamente”.
In che modo? Da pag. 181 a pag. 298 del bellissimo libro “Dalla mano alla bocca. Le origini del linguaggio” troverete la risposta…
Buona lettura!
PS: grazie alle parole non sono sola, comunico con gli altri e li rendo partecipi delle mie gioie, dei miei dolori, delle mie vittorie, delle mie sconfitte;
grazie alla parola sono parte di una Umanità che ha compiuto, e continuerà a compiere, cose meravigliose. La conquista della parola è stato solo l’inizio di quanto si possa fare insieme. Attenti però! La parola può diventare anche estremamente pericolosa…

Bibliografia
Michael C. Corballis “Dalla mano alla bocca. Le origini del linguaggio”
Tullio De Mauro “In principio c’era la parola?”

 
 

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