della Prof. Maria Silvia Basilicata.

Ogni volta che leggo incontro il passato: eroi, popoli, storie.
Trovo parole d’amore, di dolore, di paura.
Attraverso fiumi, mari, scalo monti.
Scopro avventure, rivoluzioni, magie.
Immagino il futuro, lo spazio, Dio…
Niente si rivela più prezioso di un libro.
Qualcuno ha detto: “leggere può creare indipendenza”, ma non solo questo aggiungo io.
Quando eravamo piccole, mia sorella ed io, per non farci scoprire da mamma che veniva a controllare se stavamo dormendo, nascondevamo, sotto le lenzuola, lei un gatto ed io un libro.
Superata l’ispezione, mia sorella ed il gatto dormivano ed io accendevo una piletta e mi mettevo a leggere (forse è per questo che sono fortemente miope!).
Oggi, in occasione delle ricorrenze, i miei amici non si chiedono più quale sarà il mio regalo: è e sarà sempre un libro.
Occorrerà tanto di quel tempo a mia figlia e a mio marito per leggere tutti i miei regali…
Ho sempre amato i libri, peccato che non ricordi più il mio primo incontro con loro. Sicuramente i miei primi libri sono stati quelli scolastici, ma può anche essere che già prima della scuola elementare li abbia incontrati, per caso, regalati da un qualche donatore autorevole.
Quel che è certo è che ricordo di averli sempre cercati considerandoli grandi e cari amici.
Perché?
Ezio Raimondi nel suo: “Le voci dei libri” risponde per me: “il libro è una creatura che ci parla, e leggere è un’occasione di incontro e di amicizia”.
L’espressione VOCE che usa l’autore mi è piaciuta molto.
E’ prorio vero: i libri sono voci forti, audaci, ricche e stimolanti.
Leggendo ascoltiamo voci d’amore, di guerra, di stelle, di orrore, di resistenze, di delitti, di piatti saporiti, di scoperte, di invenzioni, di risposte ai perché e ancora, ancora, ancora…
E poi i libri che leggiamo parlano con noi, ma anche di noi.
Chi entra nella mia casa e legge i titoli dei libri della mia biblioteca riesce a capire chi sono io? Forse sì e, sicuramente, capisce che amo i libri, anche se pare che “l’età di Gutemberg volge forse al tramonto”.
Dopo la lettura sono diversa? “Quando leggiamo ci portiamo dietro le nostre origini: queste origini danno un valore, una cadenza, aggiungono un significato”. Sicuramente quando incontro una storia conservo una traccia di ciò che ho letto, essa mi fa crescere, mi arricchisce, mi fa riflettere, mi fa sognare, mi trasporta in un universo magico, pur conservando quello reale.
Una volta ho letto di una moglie che ringraziava il marito per essere rimasto in silenzio quando lei leggeva, per non averla disturbata, per aver aspettato che terminasse. Leggere significa isolarsi? Certamente sì, ma solo in un primo momento: la lettura è individuale e silenziosa, ma il commento che ne deriva è un’occasione di incontro, di confronto, di dialogo.
Come si legge un libro? Con distacco? Con passione? Con sospetto? E se esiste un Grande Fratello che si serve dei libri per costruire un ordine mondiale scelto o voluto da lui? No, penso proprio di no: nel mondo esistono milioni di libri tra i quali io e solo io scelgo quali leggere.
Parlando di libri, mi viene in mente di riportare il significato di Libro, Scrittore, Lettore.
Libro: “i libri sono creature che ci chiedono di dialogare con loro, e l’incontro con loro può assumere il respiro di una retrospezione totale, dentro cui trovano posto persone, luoghi, ambienti, atmosfere”.
Scrittore: “è a un tempo tre cose: per un verso un affabulatore, per un verso un mago, per un verso un maestro”.
Lettore: “un cavaliere errante che ripercorre vecchie leggende, vecchie storie, vecchie illusioni con il desiderio di un ordine sempre conteso e mai raggiunto fino in fondo”.
E ancora mi viene in mente “l’elenco delle 4 P”:
P come Prestito: ”mai prestare libri, non uno fa ritorno, i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno prestato”.
P come Prezzo: “ma non si possono vendere i libri ad un prezzo più contenuto”?
P come Potere: ”il libro svela e nasconde, riluce di verità e muove la fantasia”.
P come Piacere: “una poltrona, un libro, tanto silenzio: il massimo della gioia”.
Quante altre e molteplici cose si potrebbero dire sugli amici libri, vorrei concludere dicendo, anzi, scrivendo, che ormai tutti hanno scoperto il libro, tanto che nel 2013 con lo slogan “leggere fa crescere” (io aggiungerei fa sognare, piangere, ridere, stupire, volare) fu istitutito “ Il Maggio dei Libri” sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Ricorda: regala e leggi un libro…ma attento: la lettura  può creare indipendenza!

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