della Prof. Maria Silvia Basilicata.

Ho iniziato a pensare al TEMPO tanto tempo fa, ma poi per mancanza di tempo non ho continuato, ho dovuto scegliere fra il tempo che dovevo impiegare per il lavoro, ed il tempo che volevo dedicare al riposo, per me rappresentato dalla lettura.
La frequenza dell’utilizzo del termine tempo in queste poche righe ci fa comprendere quanto la nostra vita sia determinata, e forse addirittura condizionata, dal fattore TEMPO.
E qui iniziano le domande… Che cosa è il tempo? Chi lo ha scoperto? Quale è la sua storia?
Jach Repcheck nel suo “L’uomo che scoprì il tempo” si pone tanti interrogativi a cui cerca di dare la sua profonda ed a volte complicata risposta. Chi siamo? Dove ci collochiamo noi uomini nel quadro del grande Universo? Come e quando siamo comparsi nel luogo che chiamiamo Terra?
Le domande sono tante e diverse, ma il principale protagonista è il TEMPO, il vero motore di ogni trasformazione.
Per le risposte, prima della SCIENZA, c’era la BIBBIA: era essa che ci insegnava i misteri dell’esistenza, ma uno dei misteri non risolti era l’età dell’Universo. E quando parliamo di età ritorniamo al concetto di TEMPO.
Allora ci appassioniamo alla lettura dell’opera di Stephen W. Hawking “Dal big bang ai buchi neri” che ci illustra una storia del tempo e passiamo così dalla Bibbia alla Scienza…
Non è stato facile per me leggere l’avvincente opera di Hawking: si discute di Newton, di Einstein, di Maxwell, di Roemer, di meccanica quantistica, di spazio quadridimensionale e ancora, ancora, ancora. Gli interrogativi incalzavano e le risposte incantavano e specialmente questa: il TEMPO avrà mai fine?
Il contenuto delle due opere è, per me estremamente complicato, difficile, sconcertante e appassionante.
È chiaro, però, che con essi la scienza si separa dalla teologia e si arricchiscono le risposte con il contributo di altri quattro grandi eroi: Copernico, Galilei, Hutton e Darwin.
Ho letto anche Quoist: i suoi versi, però, hanno fatto apparire un sorriso nei mie occhi:

Signore, Tu hai dovuto fare un errore di calcolo:
le ore, i giorni, sono troppo brevi,
le vite sono troppo brevi,
Tu che sei fuori del tempo, sorridi o Signore,
nel vederci lottare con esso.

Allora anche io mi pongo delle domande, seppure semplicissime:
Noi uomini abbiamo tutto il tempo che ci serve? E di quanto tempo abbiamo bisogno? E qual è il segreto del tempo? È possibile sfuggire ai labirinti del passato e conquistare il reale senso del presente?
Una cosa mi sembra chiara: quando si pensa troppo al passato o al futuro, ci si dimentica di vivere il presente e “si vive come se non si dovesse mai morire, e si muore senza mai aver vissuto. L’unico modo di sfuggire al sortilegio è vivere il momento presente”.
Per quanto mi riguarda:
Io sono la vera padrona del mio TEMPO, gli anni, le giornate, i minuti e le ore sono miei e spetta a me riempirli serenamente, fruttuosamente, intelligentemente e fantasiosamente…
Mi piace concludere con una preghiera di Madre Teresa di Calcutta:

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È la musica dell’anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell’eterna giovinezza
Il giorno è troppo corto per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
È la fonte della saggezza
È la strada della felicità
È il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
È la chiave del paradiso.

Bibliografia:
Jack Repchek “L’uomo che scoprì il tempo”
Stephen W. Hawking “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”
Michel Quoist “Preghiere”

1 commento

  1. Io sono la vera padrona del mio TEMPO, gli anni, le giornate, i minuti e le ore sono miei e spetta a me riempirli serenamente, fruttuosamente, intelligentemente e fantasiosamente… Non poteva chiudere con una frase migliore un discorso di per sè molto interessante e magnificamente esposto al quale va tutto il mio plauso e la mia condivisione, Complimenti sinceri.

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